E la libertà di inchiesta, no?   3 comments

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In Italia, sono veramente pochi i giornalisti d’inchiesta con le palle. E quei pochi, quelli che veramente fanno il loro mestiere sono in genere perseguitati, o peggio, assassinati. Penso a Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, ma anche ad Antonio Russo, di cui ho parlato pochi giorni fa, Giancarlo Siani, Giovanni Spampinato ucciso dalla mafia negli anni ’70 e altri ancora. O penso ancora a Roberto Saviano, Rosaria Capacchione, giornalisti sotto scorta e minacciati…

La stragrande maggioranza dei giornalisti in Italia, è invece fatta di umili travet, personcine che non fanno altro che sfogliare le agenzie, per rilanciarle. Bravi, ne, niente da dire.

Ed ecco che mentre in Europa si sta giusto brindando o maledicendo per la bocciatura di due risoluzioni antitetiche sulla libertà di stampa in Italia, i giornalisti – anche quelli che tanto strillano sulla libertà – sono belli sprofondati nei loro pouf, connessi ad internet, a far che?

A prendere una bella boutade e commentarla. Per giorni. Rimbalzarla, rimpallarla, fino a rimbambire la gente. Anziché fare indagini, ci si bea di commenti, di opinioni.

Un esempio? La cagata organizzata ad arte e lanciata dalla Carfagna o da chi per essa: Niente bambine in burqa nelle scuole.

E tutti lì a masturbarsi sull’islam, che cosa è meglio, che cosa è peggio, ha ragione la Carfagna che è una gran fregna oppure no? Modello francese o tedesco?

Ma perdinci! Anziché commentare da seduti, un giornalista qualsiasi non avrebbe potuto farsi una sola domanda: ma esistono bambine in burqa nelle nostre scuole? Io credo proprio di no! E allora la Carfagna o chi per essa sta sparando cazzate, tanto per sviare l’attenzione da altri temi. Per creare casi che i pigri – ma liberi – giornalisti rilanciano beduinamente. 

Ma mi chiedo? Ha senso parlare di libertà di informazione se l’informazione si limita ad essere opinione? Non chiedo ai giornalisti di avere le palle di una Alpi, ma almeno un minimo più di voglia di verità… che poi, alla fin fine, a commentare le cagate del padrone, si fa poi solo il gioco del padrone.

Adesso vediamo quanti giorni durerà la storia di Tremonti e del posto fisso. Vediamo quanti editoriali, quanti programmi Tv, quanta fuffa…

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Pubblicato ottobre 21, 2009 da samuelesiani in Senza categoria

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3 risposte a “E la libertà di inchiesta, no?

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  1. Una volta l’Italia era come la Russia, tanti ottimi giornalisti uccisi perché dicevano cose scomode, adesso nessuno rischia più la vita.
    Che poi, guardando l’Italia, ti viene pure da chiederti chi te lo fa fare…

  2. Ma sai la gran parte dei giornalisti italiani devono il  posto ai loro padroni. Non potranno mai mettersi contro i loro padroni, non potranno mai avere la schiena dritta.
    Rimpiango poi dei commentatori come Pasolini le cui analisi, i cui commenti, non erano comparabili con quelli dei molti commentatori da strapazzo con cui abbiamo a che fare.
    Ciao a presto.

  3. Giusta visione, querido.
    Il panorama della stampa italiana è desolante. Oltretutto la libertà di stampa continua a calare, e scendiamo nella classifica di Reporters Sans Frontiers.
    Non chiamiamoli più giornalisti, chiamiamoli scriventi, almeno la smettiamo di prenderci in giro.

    Hasta luego!

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