Archivio per novembre 2009

Santità, si vergogni! E si vergogni pure Piero Marrazzo   7 comments

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La novella pecorella smarrita Piero Marrazzo, dopo un periodo di riflessione in monastero, chiede ora al Papa di perdonarlo.

Santità, mi perdoni, sarebbe l’incipit della lettera, almeno secondo Repubblica.

Sinceramente, non credo sia il pastore tedesco quello a cui chiedere le scuse, quanto al massimo, i suoi elettori, per essere stato così fesso da finire in una rete di ricatti pericolosa come quella. Una rete in grado di far fuori due persone e di cui non vediamo che la punta dell’iceberg. Ma che Marrazzo non brillasse era evidente anche dal fatto di aver stretto rapporti con una trans talmente poco affidabile che una volta finita sbronza in ospedale ha preteso di saltare la coda ed essere visitata perché era la fidanzata di Marrazzo.

Se c’è dunque una cosa di cui deve chiedere perdono è l’essere stato un fesso.

Ma tornando alla richiesta di perdono al Papa, con tanto di corollario mediatico, la trovo una cosa così oscena e ipocrita che quasi pareggia il celeberrimo inchino da maggiordomo del premier al Papa.

 

Per altro, già che ci siamo, si vergogni pure il Papa al quale il buon Marrazzo chiede perdono, visti i risultati della commissione d’inchiesta presentata dal Ministro della Giustizia dell’Irlanda (paese cattolicissimo, ma che evidentemente non ha politici asserviti al Vaticano come i nostri) nel quale si denuncia senza mezzi termini che la Chiesa cattolica ha coperto in maniera quasi ossessiva 40 anni di abusi compiuti su centinaia e centinaia di bambini da preti irlandesi. Un rapporto commissionato dallo stesso Governo (si vergognino anche i clericali nostrani, disposti a proteggere la Chiesa anche di fronte alle sue colpe ormai alla luce del sole) nel quale si leggono accuse ai vertici della Chiesa cattolica che non hanno punito le pratiche pedofile di alcuni suoi membri ma, al contrario, "di averli coperti almeno fino a metà degli anni Novanta per evitare lo scandalo e proteggere la reputazione della Chiesa" e che “tutte le altre considerazioni incluso il benessere dei bambini e la giustizia da rendere alle vittime furono subordinate a queste priorità".

 

Tutto evidentemente quadra. Questi sono i veri cattolici.

Torino: un omaggio ad Aung San Suu Kyi   3 comments

Cari amici torinesi che passate di qui, vi segnalo che giovedì 26 alle ore 21.30, al Caffé Basaglia (di cui prima o poi scriverò due righe) sarà messo in scena lo spettacolo "Ostaggio perfetto: Aung San Suu Kyi" di Claudio Canal e Vesna Scepanovic (via dokmai).

Sarò via qualche giorno, a Latina, con il sindacato. Mi sa che riuscirò a ripassare di qui e da voi solo la prossima settimana.

Transgender day of the Remembrance   1 comment


Oggi è il giorno in cui il mondo celebra il Transgender day of the Remembrance, a ricordare le vittime di transfobia, o più precisamente, direi, per ricordare le tante trans ammazzate nel più completo disinteresse (tanto sono puttane, è la morale corrente in Italia…).

In questa giornata, nel nostro cattolicissimo e raccomandabile belpaese, ricco di uomini di fede e buoni padri di famiglia, è stata trovata morta ammazzata, bruciata, Brenda, la trans implicata nel caso Marrazzo  (una storiaccia che ora di morti ne conta due e di cui non conosciamo che frammenti).

Mi unico al mesto commento di Livia Iacolare su Gaycamp: Brenda è stata messa a tacere per sempre, forse per evitare che scoperchiasse un pentolone di scandali a base di sesso e droga che coinvolgono personalità importanti della classe dirigente e della politica italiana. Dopo le offese, lo scherno, i giochi di parole, l’umorismo di bassa lega, la diffamazione e una vita vissuta nell’esercizio della prostituzione è arrivata anche la mano dell’assassino.

Scontrini fiscali e lotterie   5 comments

Leggo con la tipica pena di chi ha passato anche solo un weekend in Francia, la proposta che arriva dal deputato pidiellino Jannone (che Il Giornale chiama forzista)  di associare agli scontrini fiscali una lotteria. Proposta che è stata inserita nella Finanziaria 2010, oggi allo studio della Camera, e che ha un precedente in  Cina, dove pare abbia ottenuto buoni risultati nella lotta all’evasione fiscale.

Alcune semplici considerazioni:

1) Non credo passerà neanche una forma così blanda di lotta all’evasione. Senza contare che, in realtà, gli strumenti ci sono già. Basterebbero controlli serrati e continui a tappeto. O basterebbe alzare pesantemente le condanne per questo tipo di reati. Presente l’America? La verità è che in Italia non c’è la volontà di vincere l’evasione, come neppure la mafia, come neppure la corruzione. Ci basta la Coppa del Mondo.

2) L’evasione fiscale non è solo quella generata dalla mancata emissione degli scontrini  fiscali. Certo, potrà essere una parte importante, ma è solo una parte: quella che chi vuole, può vedere.  Ma rimane un’immaginetta parziale e soprattutto populista, che piace tanto alla plebe, sempre pronta ad alzare le forche sul più debole (la stessa merda che applaude Brunetta ministro) e che poi in genere ha lavoratori in nero, affitta in nero, sostiene che le tasse sono troppe e fa da sé.

3) Questa proposta tratta l’iitaliano medio non come persona, ma come scimmia, furba ma ammaestrabile (poi, se con ragione o con torto, ognuno avrà il suo punto di vista in merito). Mi vergogno per chi ha bisogno di simili mezzucci per fare una cosa doverosa come pagare le tasse o pretendere che si faccia.

3) A proposito di chi non chiede gli scontrini… è vero o non è vero che c’è quasi una sorta di complicità? Anche quando non ci guadagni, ma cazzo! Ma perché non si chiedono sempre gli scontrini? Perché, anzi, non si pretendono? E perché, se lo fai, quasi ti vergogni?

Pubblicato novembre 19, 2009 da samuelesiani in Senza categoria

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L'ultimatum della chiesa cattolica americana   8 comments

Donald Wuerl, arcivescovo di Washington DC

Lo stato di Washington DC sta regolarizzando i matrimoni fra persone dello stesso sesso. E la locale Arcidiocesi che fa? Potrebbe invitare i cattolici a boicottare questo tipo di unioni, per esempio. E invece che fa?

Ce lo dice il Washington Post:

The Catholic Archdiocese of Washington said Wednesday that it will be unable to continue the social service programs it runs for the District if the city doesn’t change a proposed same-sex marriage law, a threat that could affect tens of thousands of people the church helps with adoption, homelessness and health care.

Un ricatto! Non garantiranno gli aiuti ai poveri, se la città andrà avanti con questa legge! Ovviamente, la Chiesa cattolica chissà dove trova i soldi con cui aiuta i poveri…

Sinceramente, accolgo con piacere anche questa notizia. E’ sempre utile quando i mostri escono allo scoperto e si palesano per quello che sono. Se non altro, si sa chiaramente a livello mondiale con che razza di bastardi si ha a che fare.

Fate correre la voce, se vi va.

Irruzione nella sede dei Radicali: un rovesciamento dei termini   4 comments

Una cosa scandalosa e violenta. Un gruppo di studenti di destra ha compiuto una vera e propria irruzione nella sede dei radicali in via di Torre Argentina.

E grazie a Fabristol da cui lo vengo a sapere e per la lucida analisi di cui riporto uno stralcio:

Neppure negli anni 70 o nei bui anni del ventennio fascista questi intimidazioni si facevano alla luce del sole e con un comunicato ufficiale del giorno stesso. Così come se fosse la cosa più normale del mondo compiere queste azioni squadriste.

Un atto che dovrebbe dare scandalo prima di tutto ai credenti, e invece c’è qualcuno che invece di denunciare il fatto in sè, cioè l’intimidazione, l’intolleranza ecc. si preoccupa della salute delle piccole croci invocando la legge su vilipendio di simboli religiosi. Capite? La violenza non sta nell’aver usato il simbolo religioso come arma di intimidazione contro altri, ma nell’aver abusato del simbolo religioso. Chissà se qualcuno un giorno deciderà di usare un crocifisso per uccidere gli infedeli. Tanto verrebbe processato per vilipendio alla religione, non per omicidio.

Quelle piccole teste di cazzo, quei vigliacchi da poco non conoscono neppure l‘impegno dei Radicali a difesa della libertà religiosa nell’Asia comunista. Ma già: come a questo governo e a questi clericali a questi fascistelli da poco non importa la vera fede, quanto il piccolo legnetto da appendere in faccia a chi non è cattolico.

Pubblicato novembre 12, 2009 da samuelesiani in Senza categoria

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E se fosse successo a Giovanardi?   4 comments


Ma se a Giovanardi fosse successo quello che è successo a Stefano Cucchi in carcere o dio solo sa dove, con ossa rotte e lividi su tutto il corpo, sarebbe lecito dire che è morto perché in sovrappeso? Magari colpa del colesterolo?

La rabbia nell’udire le frasi di questi perfetti cattolici mi chiude lo stomaco. A lenire un poco, questa rabbia, l’articolo di Francesco Merlo su Repubblica, "Il cattolico feroce", di cui riporto due brani:

Con le sue orribili parole di ieri mattina Giovanardi si fa complice, politico e morale, di chi ha negato a Stefano un avvocato, un medico misericordioso, un poliziotto vero e che adesso vorrebbe pure evitare il processo a chi lo ha massacrato, a chi ha violato il suo diritto alla vita.

Perché la verità, caro Giovanardi, è che gli zombie e le larve non sono i drogati, ma i poliziotti che non l’hanno protetto, i medici che non l’hanno curato, e ora i politici come lei che sputano sulla sua memoria.


Pubblicato novembre 10, 2009 da samuelesiani in Senza categoria

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In Italia il muro non cadrebbe   3 comments


Nell’Italia del 2009, il muro non cadrebbe.

Non con una forza politica come la lega, da oggi nella versione Lega cattolica, che ha dimenticato i riti celtici e riscopre il crocifisso. Da noi, quella forza politica avrebbe impedito la caduta del muro. Avrebbe creato paure. Ci porteranno via il lavoro, ci ruberanno la terra, ci stupreranno le donne.
Non con una Santanché, che non conta un cazzo, eppure ha uno spazio mediatico assurdo.
Non con questa chiesa parassita, che non vuole l’uguaglianza, ma privilegi e crea odio e divisioni.
Non con questo premier che dichiara che la caduta del muro è innanzitutto la fine dell’ateismo.

Che paese di merda, il nostro. Il 1989 è ancora lontano a venire, da noi.

Pubblicato novembre 9, 2009 da samuelesiani in Senza categoria

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L'Europa ci salverà dalla croce   3 comments

Mentre c’è chi ci invita a non far troppo chiasso, a combattere per cose più importanti e non per i simboli, senza evidentemente rendersi conto di come i clericali stiano ormai spudoratamente spadroneggiando nel nostro paese su tutto, tutto, dalla scuola alla procreazione, dai consultori  alle questioni sul fine vita, e ben prima della sentenza che vieta – finalmente! – l’utilizzo di simboli religiosi in luoghi pubblici (e quindi, aperti a tutti), io guardo al lato positivo della cosa.

Per l’ennesima volta, il nostro paese si espone in Europa e si mostra per quello che è: un paese di fanatici, clericali, bigotti, senza spina dorsale. Gente che intende il termine laicità come fare la volontà del più forte (se dovessi pensare a cosa l’italiano medio ha nel sangue direi senz’altro la sua capacità di assoggettarsi, asservirsi al potente).

Per l’ennesima volta (e mi sovviene, lieve, il piacevole ricordo del numero da circo di Buttiglione spernacchiato in Europa),  il nostro paese presenta il fior fiore della sua gente, i cattolici, che come Shylock scrive in modo sublime in un commento da Rosalux rispondendo al solito stupido, inutile paragone con i musulmani: "al nocciolo, non sono poi meno medievali: solo un po’ ammansiti dalla convivenza forzata con la modernità, che si è affermata contro e malgrado loro".

Ecco dunque che già la dichiarazione di Nicola Lettieri (rappresentante del governo italiano presso la Corte europea, che nelle prossime settimane sottoporrà il ricorso spiegando che "sottolineeremo che noi non siamo uno Stato laico, ma concordatario, come sancito dall’articolo 7 della Costituzione, e che quindi ha rinunciato ad alcune sue prerogative") è da accogliere con pieno entusiasmo: il nostro paese si farà una immensa, storica, figura di merda di fronte a un’Europa che, già da tempo, guarda alla Chiesa cattolica come ad un’azienda monopolistica del nostro paese.

Il ricorso al giudici sarà ammettere di avere un problema.
E qualsiasi persona che sia stata malata sa che ammettere di fronte agli altri di avere una malattia è il primo passo verso la guarigione
.

Pubblicato novembre 7, 2009 da samuelesiani in Senza categoria

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I veri nemici dell'Iran democratico   Leave a comment

Pezzullo mio, finito su Notizie Radicali.

Le elezioni dello scorso 12 giugno in Iran hanno mostrato il vero volto del regime, quello repressivo. Quello che non permette obiezioni di sorta.

Eppure, in quei giorni di oppressione, abbiamo anche visto l’Iran democratico, composto da un popolo di donne e giovani, abile nell’uso di internet, che ha risposto con manifestazioni non violente  per la libertà del suo popolo e contro i probabili brogli elettorali che hanno favorito il candidato uscente, Mahmud Ahmadinejad, riconfermando alla presidenza del paese.

Noi stessi, in Occidente, abbiamo seguito con apprensione la battaglia nonviolenta di quel popolo che si riuniva sotto il colore verde, del candidato sconfitto Mousavi. L’onda verde.

Ma sarebbe stata una reale vittoria per la democrazia, per la libertà, per i diritti, quella di Moussavi?

Oggi, quel popolo torna in strada in una contromanifestazione alla festa, questa sì, ufficiale, in occasione del trentesimo anniversario del sequestro degli ostaggi all’ambasciata americana in Iran. E anche questa volta, la situazione è degenerata in arresti e violenze da parte del regime.

Ma ancora mi sono chiesto: è il presidente Mahmud Ahmadinejad l’unico nemico della democrazia in Iran?

Sicuramente lo è, come sicuramente è un nemico di Israele, con le sue folli farneticazioni sull’Olocausto e le continue provocazioni, e dell’intero Occidente. Ma è l’unico responsabile?

Da tempo sostengo che non sia così. E che lui, o un altro, poco cambierebbe. Mahmud Ahmadinejad è l’uomo scelto dalla guida suprema, l’Ayatollah Khamenei, al vertice del sistema costituzionale.

Anche sostituendolo, ne subentrerebbe un altro, purché gradito ai capi religiosi e politici del paese.

Ecco allora che, in quest’ottica, più di tutte le manifestazioni politiche che mirano a colpire il presidente Ahmadinejad, ha potuto destabilizzare il regime, il gesto del giovane studente campione di matematica nel suo paese, che ha pubblicamente criticato l’Ayatollah Khamenei.

Perché il regime degli Ayatollah è il vero cancro dell’Iran e i suoi leader sono la causa dell’oscurantismo, del fondamentalismo religioso che da trent’anni stupra quella che fu una perla di cultura: la Persia.

Il gesto di quel ragazzo che ha osato criticare chi non può essere criticato è oggi il simbolo massimo della Democrazia. Il suo corpo magro, i suoi occhi fieri nascosti dagli occhiali di matematico, sono l’equivalente di Aung San Suu Kyi che sfidò i soldati in Birmania.

È il simbolo di una generazione di ragazzi che non vuole solo ballare, ma parlare. Che non crede agli dei in terra e si pone con spirito critico, scientifico, di fronte alle cose del mondo.

Di quello studente – Mahmoud Vahidnia il suo nome – si dice sia stato arrestato e quindi rilasciato secondo l’agenzia d’informazione in lingua persiana “Alef”. Occorre che l’Occidente, l’Europa, segua quel ragazzo, lo difenda, lo protegga. Con una parola, è il simbolo della democrazia che deve venire. Quella che conosce i veri nemici.

E in questo, abbiamo tutti da imparare.

Pubblicato novembre 6, 2009 da samuelesiani in Senza categoria

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