Archivio per dicembre 2009

Una norma di civiltà in Emilia Romagna   3 comments

Nonostante le oscenità uscite dalla bocca di quel reazionario del cardinale Caffarra  e di cui avevo già parlato qui, la Regione Emilia Romagna ha avuto il coraggio di andare avanti e far diventare legge un progetto di welfare che estende tutta una serie di servizi a qualsiasi coppia, sposata, non sposata, etero o non etero.

Proprio perché si trattava di servizi, l’intervento del Caffarra era ancora più odioso e ingiustificato e ingiustificabile. Ma non per questo, era scontato che la giunta regionale non tirasse i remi in barca, così come fece, per esempio, il debole governo Prodi nei confronti dei Dico.

Questo non è avvenuto. Il nostro paese, pur nei limiti di una legge regionale, ha una norma di civiltà in più.

Un applauso a Vasco Errani che fa (Chiamparino per ora parla).

E Caffarra vada a sfancularsi.

Pubblicato dicembre 28, 2009 da samuelesiani in Senza categoria

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Buone feste, inevitabilmente   6 comments

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"Caro Gesù Bambino, i miei compagni di scuola scrivono tutti a Babbo Natale, non mi fido di quello. Preferisco te"

Sara

"Caro Gesù, sei davvero invisibile o c’è  solo un trucco?"

Giovanni

"Caro Gesù, come mai non hai inventato nessun nuovo animale negli ultimi tempi?
Abbiamo sempre i soliti"

Laura

"Caro Gesù, per favore metti un altro po’ di vacanza fra Natale e Pasqua.
In mezzo adesso non c’è  niente"

Marco

"Caro Gesù Bambino, per piacere mandami un cucciolo. Non ho mai chiesto niente prima, puoi controllare"

Bruno

"Caro Gesù, forse Caino e Abele non si ammazzavano tanto se avessero avuto una stanza per uno. Con mio fratello funziona"

Lorenzo

"Caro Gesù Bambino, grazie per il fratellino. Ma io veramente avevo pregato per un cane"

Gianluca

"Caro Gesù, invece di far morire le persone e di farne di nuove, perché non tieni quelle che hai già?"

Marcello

"Caro Gesù Bambino, non comprare i regali nel negozio sotto casa, la mamma dice che sono dei ladri"

Lucia

Via Giù le mani dai bambini

Pubblicato dicembre 24, 2009 da samuelesiani in Senza categoria

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D'Alema distruggerà quel che resta della sinistra   2 comments

Che poi, siamo sinceri. Un uomo come lui, non è di primo pelo. E sa, perché lo sa, che se mette la parola "inciucio", un po’ troppo vicina a "utile" i giornalisti ci butteranno fiumi d’inchiostro e gli elettori di sinistra si deprimeranno ancora un po’ di più. E allora non ha tutti i torti Nonunacosaseria, quando propone il suo Lodo D’Alema…

Ma che si vogliano ufficialmente perdere le regionali del prossimo anno mi pare troppo. Non si può pretendere con il solito piglio arrogante di sostituire il candidato Vendola in Puglia con il sindaco di Bari Emiliano. Il rischio è di perdere tutto, come scriveva Tc, anche se a proposito delle regionali del Lazio.
In Puglia non c’è molto da fare. La giunta Vendola ha avuto problemi, ma si deve appoggiare il candidato uscente. Non si spacca il fronte in questo modo, non ha senso.

Mi chiedo come sia possibile ancora oggi, nel 2009, quando questi dirigenti della sinistra, i D’Alema, i Veltroni, hanno perso tutto come possano avere ancora un peso e una credibilità politici…

Forse però hanno ragione i radicali: la partitocrazia è la peste italiana. Di questo, D’Alema è tanto responsabile, anche più, di Berlusconi.

Pubblicato dicembre 22, 2009 da samuelesiani in Senza categoria

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Il coraggio di Gareth Thomas   4 comments

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Uno degli ambienti in cui risulta difficile fare coming out è sicuramente quello dello sport. E non credo di parlare a vanvera se alle passate Olimpiadi di Pechino su oltre 10 mila atleti solo 10 erano dichiaratamente omosessuali (e di questi dieci, nove erano donne lesbiche. L’unico di sesso maschile era Matthew Mitcham, che mi aveva colpito per la sua freschezza e la sua semplicità).

Ancor più difficile pare un coming out in sport machi per eccellenza, come il calcio oppure il rugby. Eppure è proprio da quest’ultimo sport che arriva una notizia che spacca ogni stereotipo: l’ex capitano della nazionale irlandese di rugby Gareth Thomas ha dichiarato di essere gay e affidando le sue parole al Daily Mail.

La storia umana del campione trentacinquenne è abbastanza tipica e conosciuta nel mondo LGBT: quella di uomo sposato, virile, che vive rapporti di nascosto, anche per tutta la vita, timoroso che il mondo gli crolli in testa.

E invece Gareth Thomas stupisce, e dopo anni di tormenti, riesce ad uscire dal buio, anche grazie al sostegno dell’allenatore e l’amicizia di alcuni tra i più fidati e buoni compagni di squadra.

Oggi chiude il suo coraggioso racconto: "Spero che tra dieci anni non ci siano più difficoltà a dichiarare la propria omosessualità […] ma non avrei potuto fare outing senza prima essermi affermato come campione e senza essermi guadagnato il rispetto sul campo”.

Sarà un mondo migliore, quello in cui un giocatore potrà sentirsi libero di fare coming out, anche senza essersi guadagnato alcunché dagli altri.

Pubblicato dicembre 21, 2009 da samuelesiani in Senza categoria

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Cultura e Storia per controbattere la Lega Nord   9 comments

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La Lega Nord è un partito populista, xenofobo, antieuropeo e antimoderno. È un partito di opportunisti diventato d’improvviso paladino del cattolicesimo, con la stessa velocità con cui si indossa un vestito pret à porter. Un partito che parla alla pancia delle persone perché non può (o più probabilmente non vuole) arrivare al cervello del suo popolo. Questi sono fatti chiari agli occhi di tutti noi.

 

Non so quanto si possa ragionare con quel suo popolo di elettori chiuso in se stesso e arrabbiato (innanzitutto perché intimorito ed estremamente in difficoltà rispetto ai cambiamenti sociali), ma credo possa essere utile controbattere coi fatti e con la forza della cultura, la (voluta) ignoranza e la paura propugnate a piene mani da questo partito.

 

Tramite il sito didaweb.net, ho scoperto recentemente The Statue of Liberty – Ellis Island Fondation. Questa fondazione ha un sito dove sono stati raccolti tutti i dati delle persone che migrarono a Ellis Island, il porto di New York che accolse 12 milioni di immigrati, tra il 1892 e il 1924.  Qui ho recuperato il nome del fratello del mio bisnonno, Luigi Pognante, che nel 1911, a soli 20 anni, andò a lavorare negli Stati Uniti per tornare anni dopo, malato…

Credo che molti di noi potrebbero trovare un proprio avo su quel database… a questo proposito, vorrei sottolineare qui, quanto notato su Fuoriregistro di didaweb, da Francesco Masala, nel suo intervento “Non si studia più la storia?”: [dalla ricerca sul sito della fondazione] risultano 399 Bossi, 128 Salvini, 196 Maroni, 136 Gentilini. Oggi – scrive ancora Masala – i loro discendenti affonderebbero le navi in cui viaggiavano in terza classe o li rimanderebbero indietro, in Italia, a morire di fame, senza neanche perdere qualche minuto a parlarci. Si accontentano di far morire o rimandare all’inferno qualcun altro.

 

Quasi però non sarebbe necessario scomodare la Storia, quando perfino un’indagine riportata ieri su un giornale gratuito come Metro potrebbe aiutare a comprendere come siano fasulle le argomentazioni della Lega sui temi dell’immigrazione: secondo Eurostat (l’ufficio statistico della Comunità Europea), infatti, oltre un terzo degli stranieri che vivono nell’UE (circa il 37%) proviene da un altro stato membro. Entrando nel dettaglio: al primo posto (oltre 1.7 milioni di persone) troviamo i romeni. Al secondo posto (circa 1.3 milioni di persone) abbiamo gli italiani, seguiti a ruota dai polacchi (1.2 milioni).

Insomma, gli italiani non sono solo stati immigrati, ma lo sono tutt’ora. E sono la popolazione che è più presente fuori dell’Italia in UE, superati solo dai romeni.

Di fronte a quest’ultimo semplice dato, come si può essere così gretti a trattare temi delicati quali la migrazione?

 

Piccola chiosa: il PdL ha deciso di candidare il leghista Cota alle elezioni regionali del prossimo anno. Credo non ci siano dubbi sulla necessità di sostenere Presso per non permettere che la nostra regione finisca in mano alla Lega Nord.  

Pubblicato dicembre 18, 2009 da samuelesiani in Senza categoria

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Il governo che ha fatto di più contro la mafia   6 comments

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Lo scudo fiscale

Quando il bancario si trova dinanzi alla persona che vuole fare lo scudo fiscale, se lo fa per somme di denaro che derivano da questo tipo di reati, non deve fare la segnalazione di operazione sospetta. Se invece si rende conto che quella persona vuole regolarizzare somme che provengono da estorsione, dal traffico di stupefacenti, deve fare la segnalazione di operazione sospetta. Il che presuppone che in banca si presenti un signore con una coppola storta e la lupara fumante e che il bancario, quindi, capisca che questo non è frutto di evasione fiscale. Ma la mafia non si presenta così. La mafia si presenta sotto l’aspetto di imprenditori e commercianti, i quali chiedono di regolarizzare anni di evasione fiscale.

 

Roberto Scarpinato, procuratore aggiunto presso la procura Antimafia di Palermo nonchè dirigente del dipartimento Mafia-Economia, alla conferenza "Mafia e criminalità del potere" (via Calledelvento)

 

Sequestro e vendita dei beni sottratti alla mafia

Un emendamento introdotto in Senato alla legge finanziaria prevede la vendita dei beni confiscati che non si riescono a destinare entro tre o sei mesi. E’ facile immaginare, grazie alle note capacità delle organizzazioni mafiose di mascherare la loro presenza, chi si farà avanti per comprare ville, case e terreni appartenuti ai boss e che rappresentavano altrettanti simboli del loro potere, costruito con la violenza, il sangue, i soprusi, fino all’intervento dello Stato.

 

Don Ciotti, fondatore di Libera, ai microfoni di Radio Rai3.

 

Possibili conseguenze?

Il boss Graviano, mandante degli omicidi commessi dal pentito Spatuzza, smentisce quest’ultimo che sostiene legami tra la Mafia e le figure di Berlusconi e Marcello Dell’Utri.

Pubblicato dicembre 16, 2009 da samuelesiani in Senza categoria

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Nulla da spartire.   6 comments

Dall’incidente occorso a B. in piazza del Duomo, ciò che mi sta veramente angosciando sono le interviste  TV ai presenti. I berluscones sono un qualcosa di drammatico. Una sorta di scivolone evolutivo. E’ la mediocrità, il desiderio di essere gregari fatto massa. Plebe.

Non potrei farcela a mischiarmi con quella gente. Posso trovarmi sulla stessa strada, in posta, dal panettiere, con loro. Ma con quella gente, senza cattiveria, ma non ho davvero nulla da spartire.

Pubblicato dicembre 15, 2009 da samuelesiani in Senza categoria

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Magari Berlusconi fosse soltanto un fascista!   Leave a comment

Linko un post tratto dal blog Non una cosa seria: trovo sia la migliore analisi su B che abbia letto da un bel po’ di tempo a questa parte.

Alla faccia di chi pensa che la storia si ripeta sempre allo stesso modo.

Pubblicato dicembre 12, 2009 da samuelesiani in Senza categoria

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Elettroshock per cancellare i traumi   4 comments

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Quella croce senza giustizia che è stato il mio manicomio non ha fatto che rivelarmi la grande potenza della vita. 

Alda Merini


Leggo quest’oggi su La Stampa, un articolo che mi ha decisamente disturbato: “Sei ore per cancellare i ricordi della paura”. E il sottotitolo: “Una nuova terapia USA basata sul tempo. Ai pazienti basta un piccolo elettrochoc” (qui, l’Ansa)

Chi mi legge, forse si ricorda cosa avevo scritto sull’elettroschock e saprà che è considerata una terapia non sicura («Nonostante la grande quantità di ricerche condotte negli ultimi decenni, non è stato ancora chiarito in maniera precisa il meccanismo d’azione della TEC.» Nota del Ministero della Sanità a firma Rosy Bindi del 13 maggio 1999 – che pur non ne proibisce l’uso).

Questo articolo ci racconta dell’uso di piccoli elettroshock compiuti meglio se entro sei ore dal fatto traumatico, perché questo non sia mantenuto nella memoria.

E si propone questa idea (che sa molto di esperimento nazista) come una possibile cura delle fobie.

Non è solo inutile ma pericoloso spacciare che si possano curare fobie (o profonde paure) non ricercando la causa ed elaborandola, ma cancellandola a botte di TEC. Che razza di “terapia” sarebbe (e le virgolette sono d’obbligo)? Qui siamo ancora oltre il film “Se mi lasci, ti cancello”. Si tratta di curare una paura cancellandola. Non è un modo per  lobotomizzare, questo?

 

Per chiudere. Di questo articolo, a firma di Francesca Paci, la cosa che ho trovato più infida è il modo in cui l’argomento è stato scritto: come un pezzo di colore, quasi di gossip. Chiudendo con un’intervista sulle paure della soubrette Ana Laura Ribas.

Si accenna a tecniche naziste con la stessa superficialità con cui si sfoglia una margherita: esistono nel mondo testimonianze di persone che hanno subito l’elettrochoc proprio come esperimenti per cancellare eventi o traumi. E non solo in territori di guerra, dove la dignità di un uomo vale meno di niente.

 

E questo sarebbe il giornalismo in Italia…

Calderoli si scusi anche coi musulmani   5 comments

Calderoli si è fatto l’ennesima uscita, qualche giorno fa. Questa volta per colpire il cardinale Tettamanzi, il quale è reo di parlare troppo di immigrati o povera gente e non dei milanesi.

Non essendo un uomo colto, Calderoli ha usato contro il cardinale – lo sappiamo – il termine imam e noon solo. Ma fermiamoci un attimo al termine imam.

Evidentemente deve aver dato a questa parola un connotato negativo visto il vespaio che si è sollevato.

Ebbene, se wikipedia e la mia cultura spicciola non mi ingannano, l’imam è semplicemente una guida morale o spirituale (ed è questo l’uso che per lo più se ne fa in ambiente politico) quanto un semplice devoto musulmano che sia particolarmente esperto nei movimenti rituali obbligatori della preghiera canonica.

Insomma, l’imam non è sinomino di integralista, né di dinamitardo, né di terrorista. E il termine non implica nemmeno che l’imam si occupi solo di affari legati ai musulmani e non possa, per esempio, ragionare di altre e con altre fedi, invitare alla pace, agire per i poveri, etc.

Insomma, tutti a chiedere che Calderoli si scusi con Tettamanzi, ma perché nessuno chiede che si scusi con i musulmani per aver usato il termine imam in modo chiaramente dispregiativo?

Se così non fosse, anche per l’opinione pubblica, che ha ormai un velo di razzismo davanti agli occhi, fin qui dove sarebbe l’offesa?  


Su tutto il resto, a continuare dal paragone al prete mafioso in Sicilia, Calderoli dovrebbe non  solo scusarsi, ma vergognarsi.

Pubblicato dicembre 9, 2009 da samuelesiani in Senza categoria

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