Il coraggio delle vittime e le parole della Chiesa   Leave a comment

Normal
0
14

MicrosoftInternetExplorer4

/* Style Definitions */
table.MsoNormalTable
{mso-style-name:”Tabella normale”;
mso-tstyle-rowband-size:0;
mso-tstyle-colband-size:0;
mso-style-noshow:yes;
mso-style-parent:””;
mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt;
mso-para-margin:0cm;
mso-para-margin-bottom:.0001pt;
mso-pagination:widow-orphan;
font-size:10.0pt;
font-family:”Times New Roman”;}

Nutro un profondo rispetto e un senso di gratitudine per le vittime di abusi sessuali che trovano la forza di denunciare i propri abusatori. Queste denunce, oltre ad essere spesso segno della rottura delle catene che rendono spesso schiavo l’abusato, sono poi di aiuto per altre vittime. Un aiuto che può essere concreto, perché ferma un pedofilo salvando le sue attuali o potenziali vittime, o psicologico, perché mostra ad altri che se ne può uscire, che si può essere creduti, anche se ci si trova di fronte un colosso come la Chiesa cattolica.

La sconvolgente verità che oggi sta emergendo da secoli di silenzio è frutto di quel coraggio che si  è auto-alimentato e auto-propagato da vittima a vittima, da continente a continente.

Oggi, dalla stessa parte da cui si insinua che molte vittime lo fanno per soldi, mons. Alfred Xuereb, secondo segretario del Papa, in un’intervista all’Osservatore Romano, ci informa che Benedetto XVI ha apprezzato il coraggio delle vittime nel denunciare quanti hanno commesso gli abusi.

Come se il coraggio delle vittime fosse solo da apprezzare, e non piuttosto da sostenere.

Cosa che la Chiesa cattolica, nonostante le belle parole, continua a non fare: quando, infatti, il mese scorso la Chiesa ha fatto un gran chiasso nel dirsi pronta al cambiamento, non ha fatto altro che riproporre delle linee guida del 2003. La revisione non riguarda le procedure.

Cito dal Secolo XIX, a cui rimando:

E cosa dicono le procedure? Che in caso la legislazione di un paese lo preveda, il vescovo è tenuto a denunciare il prete pedofilo alle autorità. Vale a dire che l’obbligo di denuncia non è della Chiesa, ma del sistema giuridico che varia da Stato a Stato. Se questo è in vigore (come in Francia, o nei Paesi anglosassoni), i vescovi vi si devono attenere, se altrove esiste il reato di pedofilia, ma non l’obbligo di denuncia (come in Italia) la Chiesa «invita le vittime a rivolgersi alle autorità civili».

 

Per la legislatura italiana, dunque, la Chiesa non è tenuta a denunciare gli abusatori. Un vescovo che fosse informato continuerà a non denunciare, perché – precisa monsignor Charles Scicluna, della Congregazione per la dottrina per la fede:

Noi non imponiamo ai vescovi di denunciare i propri sacerdoti, ma li incoraggiamo a rivolgersi alle vittime per invitarle a denunciare quei sacerdoti di cui sono state vittime.

Uno scioglilingua per dire che tutto il peso delle denunce continuerà, almeno in Italia, a ricadere soltanto sulla vittima.

Ha un bell’apprezzarne il coraggio, dunque, il papa Ratzinger.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: