Archivio per giugno 2010

2053   3 comments


"2053" è il numero degli ordigni nucleari esposi in varie parti del mondo. dal 1945 al 1998.

Il giapponese  Isao Hashimoto autore di questo multi media art-work dal titolo "1945 – 1998" (2003), ci mostra luoghi, nazioni e tempi di tutte quelle esplosioni, in quello che sembra un videogioco da bar degli anni ’80.

Penso che questo lavoro potrebbe piacere anche a Malvino.

Pubblicato giugno 29, 2010 da samuelesiani in Senza categoria

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Giovanardi e la strage di Ustica   Leave a comment

Non c’è limite all’impudicizia, né mi ci abituerò mai. Questo è stato il mio primo pensiero, appena tornato da Napoli (su cui vorrei spendere qualche parola in futuro), dopo aver saputo delle parole di Giovanardi a qualche giorno dal trentennale della Strage di Ustica.


Giovanardi principe di quella pietas che abbiamo riscontrato in tante occasioni, dalla questione sulle droghe, al caso Englaro, alle coppie di fatto, all’oscenità detta su Cucchi; Giovanardi, perfetto esponente dell’etica di questo fottuto Governo di palazzinari, puttanieri e vescovi (e vari mix dei tre); Giovanardi, campione di quel cattolicesimo, quello che piace ai potenti e agli spietati, ai feroci, ai Giuliano Ferrara e alle Roccella; Giovanardi il sottosegretario alla presidenza del consiglio, neppure in grado di leggere la sentenza del 1999 del giudice Priore su Ustica.


Una sentenza parla chiaro: nei cieli sopra Ustica ci fu una vera azione militare che coinvolse molto probabilmente francesi e libici. Sentenza avvalorata per altro dalle parole dell’ormai folle Cossiga e che fanno ritenere che in quegli anni di guerra fredda, con il mondo spaccato in due e qualche canaglia che ronzava in mezzo  gli italiani erano, allora come oggi, ambigui e in affari con chiunque. Così la strage avvenne e con parti dello stato che protessero i francesi, altre Gheddafi (si veda a questo proposito l’intervista dell’avvocato Carlo Palermo).

 

Ragione di Stato o vigliaccheria? Preciso calcolo politico?

 

Resta un’ultima considerazione: dopo trent’anni, negli Stati Uniti o in Gran Bretagna gli archivi si aprono. Da noi, con un premier che bacia l’anello di Gheddafi, gli archivi resteranno ancora  drammaticamente sigillati. E quel corpo morto fotografato senza pudore in mezzo al mare, continua il suo viaggio senza giustizia.

Dimmi chi escludi, ti dirò chi sei   2 comments

Come Malvino, considero don Gallo utile alla chiesa dei cardinali e dei papi. La sua presenza legittima a dire che non c’è solo il Vaticano, non ci sono solo i vescovi. Il che è pure vero. Ed è questo il grande potere della chiesa. Il suo saper essere tutto e il contrario di tutto. E il motivo per cui ho sempre pensato che se deve esserci una rivoluzione, quella può avvenire solo nel gregge. Ma come può ribellarsi un gregge?

Ma tornando a don Gallo – e visto che scenderò a Napoli per il Pride e nella speranza di incontrare proprio il Malvino – il prete genovese ha scritto una lettera al Comitato 19 giugno che ha organizzato il Pride dei Diritti a Torino.

Per la sua bellezza, credo valga la pena leggerla per intero:

MESSAGGIO DI DON ANDREA GALLO al Torino Pride

Fondatore COMUNITA’ SAN BENEDETTO AL PORTO Genova

Cari Ragazzi,

Avrei voluto essere con voi, oggi, per le strade di Torino a cantare,ballare con gioia e allegria per tutto il lungo e festoso corteo.

Ma un povero vecchio prete come me ultraottantenne non può più riuscirvi.

Tuttavia la Comunità San Benedetto al porto ha voluto essere presente a questa grande giornata di orgoglio e di diritti per i quali oggi avete manifestato.

I miei ragazzi , il Coordinamento Trans Silvia Ryvera rappresentato da Regina Satariano,l’Associazione Princesa di Genova con Sandra e Sara,si sono uniti per dare un contributo a questa giornata.


La nostra Comunità da quarant’anni è sempre stata aperta a donne e uomini transessuali e omosessuali , di diverso ceto sociale e formazione culturale.
Abbiamo ascoltato testimonianze sofferte, meditate,oneste,complesse,assolutamente non polemiche in costante ricerca di dialogo per uscire da una pesante emarginazione e con le ferite gravi del disprezzo.

Qualche volta però stupite, se non deluse e pieni di desiderio di trovare amore evangelico nella Chiesa.

Il Catechismo della Chiesa Cattolica (1992) afferma: “un numero non trascurabile di uomini e donne presenta tendenze omosessuali innate. Costoro non scelgono la loro condizione omosessuale. (n.2358).


Sgomberato il campo da tanti pregiudizi, desidero rivolgere un appello al Vescovo,alla Chiesa che è in Torino, sintetizzato su tre obiettivi: accoglienza, riflessione, dialogo per gay, trans, lesbiche.

Sapere tenere insieme il rispetto delle diversità, e la gioia di ritrovare sintonie, credo sia il segreto di una buona convivenza, nella Famiglia come nella relazione amicale ,nella Società come nella Chiesa.


Pride vuol dire anche basta all’omofobia e alla tranfsobia che in Italia imperversa.

Alla mia amata Chiesa chiedo un dinamismo nuovo: non si può non rispondere alle richieste di dialogo della comunità GLBTQ. L’Italia è una repubblica democratica e laica; c’è libertà di coscienza e religiosa. È necessario ripartire dai diritti di tutti, per passare dalla solitudine alla festa.

Vorrei gridare, ballare con voi oggi, abbracciarvi tutti uno per uno.

Vi saluto sventolando la bandiera multicolore dell’arcobaleno e chiedendo a tutti coloro quelli che stanno a guardare:


DIMMI CHI ESCLUDI E TI DIRO’ CHI SEI!

CIAO!

Don Andrea Gallo

Prete da Marciapiede

Genova 18 Giugno 2010

 

Pubblicato giugno 22, 2010 da samuelesiani in Senza categoria

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Buon compleanno Aung San Suu Kyi   1 comment


Da poco, per merito di uno straordinario consigliere comunale, la mia città, Torino, ha il privilegio di averti come cittadina onoraria. Lunga vita. Il mondo ha bisogno di giusti come te.

Pubblicato giugno 19, 2010 da samuelesiani in Senza categoria

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La tortura in Italia   1 comment

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Alcuni giorni fa, l’Italia non ha accettato di introdurre una definizione esplicita di "tortura" nel Codice penale, così come raccomandato dal Consiglio diritti umani dell’Onu che a febbraio ha esaminato la situazione italiana.

Questa è una pessima notizia e per comprenderlo, non credo sia neppure necessario scomodare le sconvolgenti testimonianze raccolte e tecnologici dall’Associazione Italiana Scientifica e Giuridica contro gli abusi mentali, fisici e tecnologici che ho più volte linkato in passato.

Basta anche solo riflettere su alcuni casi della storia recente del nostro paese. Penso al caso della missione di pace Ibis in Somalia nel 1993, denunciato da Panorama nel 1997, dove militari furono fotografati nell’atto di torturare alcuni somali; penso alla scuola Diaz durante il G8 del 2001, per esempio (inciso: è di oggi la notizia che De Gennaro, all’epoca capo della polizia – e oggi a capo dei servizi segreti – è stato condannato in appello a 1 anno e 4 mesi per falsa testimonianza), nella quale si è svolto un perfetto esempio di sospensione della democrazia e dello stato di diritto, dove persone inermi sono state tenute in piedi, private del sonno, minacciate con armi, costrette a cantare inni fascisti per il diletto dei carcerieri; o al più recente caso di Stefano Cucchi, morto ammazzato da percosse, in carcere, con bruciature di sigarette sul corpo. (E questi sono solo alcuni casi visibili e noti all’opinione pubblica).

Di cosa stiamo parlando, se non di casi di tortura in tempo di pace?

 

Senza contare che, secondo la denuncia di Amnesty International, nel nostro paese (come in altri paesi europei), esistono scappatoie legali che permettono ad aziende di commercializzare strumenti che non hanno altro scopo se non quello di infliggere torture e maltrattamenti: si parla, per esempio, di manette o manicotti in grado di rilasciare scariche elettriche su malcapitati (ma internet permette abbastanza facilmente di recuperare vere e proprie armi).

 

Se poi si vuole comprendere in quali e quanti ambiti possa essere riconoscibile il fenomeno della tortura nel nostro paese, credo possa essere utile la lettura della ricerca realizzata nel 2005 dall’Agenzia di Ricerche Economiche e Sociali, ares2000, che ha per titolo Le cifre della tortura in Italia. Qui, si riconosce come il fenomeno sia più vasto e subdolo di quanto possa apparire, specie per le forme più sofisticate e moderne [nelle quali] si naviga perlopiù nel sommerso, nell’impalpabile. In esso vengono analizzati vari campi: dal mobbing sul lavoro (forma soft di tortura), al carcere; dalla questione clandestini (detta tortura indiretta) ai casi di tortura in centri di assistenza su malati o anziani; dai casi politici (si è detto del G8) anche più subdoli compiuti su cittadini inconsapevoli. Su questo ultimo aspetto è utile ricordare l’operazione MKULTRA (di cui ho già parlato) per il quale si è pubblicamente scusato Clinton e chiedersi se in Italia non sia successo e succedano, anche oggi, cose di questo tipo: come il caso di Paolo Dorigo (qui è spiegata la sua storia) e di molti altri cittadini, le cui testimonianze sono raccolte nella sua Associazione vittime armi elettroniche.

 

Vorrei concludere con un brano di un saggio anche questo reperibile in rete: Il crimine di tortura e le responsabilità internazionali dell’Italia, del Centro Studi Difesa Civile a firma di Matteo Elis Landricina:

La tortura è uno strumento di sopraffazione dell’uomo sull’uomo e soprattutto dello Stato sull’uomo.

 

E’ per questo motivo che si permette una tale ignobile lacuna nel nostro ordinamento giuridico: nullun crimen, nulla poena sine praevia lege poenali ?

Torino, diversa sempre: Il Pride dei diritti   4 comments


La città di Torino, non solo non sta mai ferma, ma sperimenta, azzarda. E’ diversa, sempre.

E così, il 19 giugno, si svolgerà un Pride tutto nuovo nella forma e nelle intenzioni.

Nuovo, perché per la prima volta non raccoglie solo le istanze della comunità LGBT, ma anche quelle degli immigrati e delle donne per l’autoderminazione. E’ un Pride nuovo, convinto che :

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Insieme a tante e tanti  – sono le parole del Comitato 19 giugno – affermiamo in questo modo una cultura dei diritti  che ci rende, tutte e tutti, concretamente libere/i, consapevoli che i diritti non riguardano mai una minoranza ma sono patrimonio di ogni persona.


Qui il volantino.


Che altro dire? Ci si vede sabato!

Pubblicato giugno 15, 2010 da samuelesiani in Senza categoria

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Chi guadagna dalla crisi economica?   Leave a comment


Da subito, ho riflettuto su questa domanda.  Un qualcosa di troppo grosso per me e al quale non ho certo una risposta.

Constato, però, che in questa fase Marchionne opera un vero e proprio ricatto verso il paese, i lavoratori e i sindacati. O così – che vuole dire alle mie condizioni – o ce ne andiamo.

Bello vero? Quando però la FIAT è nella merda, è la collettività che la salva: cassaintegrazione, incentivi, etc. etc. E’ stata la vera padrona dell’Italia e Agnelli il suo oscuro burattinaio.

Ma c’è dell’altro nel caso Pomigliano, un qualcosa che mi spaventa molto di più della vergognosa legge sulle intercettazioni che tanto riempie pagine di giornali e blog: Marchionne sta cercando di mettere in ginocchio i diritti dei lavoratori conquistati in anni di battaglie.

Vuole ridurre al silenzio il lavoratore, mettendolo sotto scacco: o così o ce ne andiamo.

E in questa partita truccata, come la va, la CGIL – l’unico sindacato non governativo – subirà un colpo gravissimo.  

Pubblicato giugno 12, 2010 da samuelesiani in Senza categoria

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