La Francia vieta il burqa. La politica della polvere sotto il tappeto.   14 comments

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Credo che presto o tardi, anche in Italia si dovrà aprire un dibattito serio sull’Islam nel nostro paese. Una religione che sinceramente è difficile considerare moderata; che più di qualsiasi altra è impastata, per sua stessa natura, con la società e la cultura; e che, è utile non dimenticarlo, porta nel suo proprio nome il significato di sottomissione.

 

E tuttavia, l’intervento del Parlamento francese che ha vietato per legge – è notizia di ieri sera – l’uso del burqa e del niqab in pubblico non pare utile e sembra piuttosto un modo di nascondere la polvere sotto il tappeto, arte di cui i cugini d’Oltralpe, ricchi dell’esperienza delle banlieu, eccellono.

 

Quanto e come questa legge porterà in concreto ad una ulteriore chiusura e tutta ai danni delle donne, lo valuteremo in futuro. Personalmente ritengo che le famiglie islamiche (si legga, gli uomini) impediranno alle proprie donne di uscire di casa. Punto. Saranno sequestrate in casa.

 

Nulla fa questa legge per l’integrazione culturale, sempre che questa possa andare d’accordo con i dogmi dell’Islam.

Ma neanche si fa nulla, realmente, a tutela di chi subisce maggiormente le ossessioni dell’Islam: appunto le donne. Si parla di carcere o multe salate per gli uomini che obbligano le donne a indossare burqa e niqab. Ma quante donne islamiche hanno il background culturale per denunciare? Quante donne non sono state piuttosto talmente indottrinate da sentirsi libere nel burqa? Fin dove uno Stato può e deve spingersi su questi temi che potremmo definire etici e di libertà individuale?

 

Ritorno alla riflessione iniziale: e però qualcosa si dovrà fare. Non ho ricette, ma qualunque strada la vedo decisamente in salita. A meno che non si opti per una soluzione alla francese, che raccoglierà – vedrete – il plauso entusiasta degli sciocchi del Governo e un no, altrettanto superficiale, da parte della sinistra.

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14 risposte a “La Francia vieta il burqa. La politica della polvere sotto il tappeto.

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  1. Le religioni, tutte, sono il cancro del mondo.Inutili mezzucci nati per sopportare la paura della morte provocata dalla maledizione che è l'intelligenza. E proprio l'intelligenza viene messa da parte quando si aderisce al fanatismo in qualsiasi forma.Ma non basterebbero tre semplici regole? Ama te stesso. Ama il prossimo. Ama il pianeta. Che altro?

  2. Nient'altro. Hai ragione, Massi.

  3. Caro Sam, il razzismo è cosa subdola, con questo metodo infatti si vuole nascondere, dietro delle leggi in difesa delle donne, una più semplice intolleranza.Sam

  4. Sono molto in difficoltà su questi temi, Gians (o sam? ;).Da una parte, da uomo laico sono favorevole a che nessuna religione invada la società laica. Dall'altra sono consapevole che la questione islam prima o poi andrà trattata e, possibilmente, coi guanti perché per sua natura la religione è impastata con il vivere quotidiano, con la societàIl mio timore è che questa legge che percepisco un po' ipocrita e poco illuminata, porterà un bel po' di donne alla segregazione. Per propria volontà o perché obbligate, questo è poi un altro piano ancora della discussione.

  5. Sam, scusami sono gli effetti del calore. Gians in realtà osservava quanto sia già nella disponibilità sia della legislazione francese sia di quella italiana, la possibilità di intervenire per legge; ossia che chiunque possa denunciare un maltrattamento personale sempre e comunque, che derivi dall'obbligo imposto da un chichessia nell'idossare una minigona piuttosto che un fez. Quindi è vero che si deve prima di tutto informare chiunque metta piede nella nostra cultura, che ci sono regole da rispettare, e non altre che vogliono raggirarle.Giansps, ero tanto in simbiosi che mi è scappato il tuo nome.

  6. Nel forum di Radicali in Piemonte, dove ho messo questo post, si è sviluppato una vivace discussione.Riporto una battuta che mi ha fatto molto, molto riflettere:"Non pretendo di liberare chi non vuole essere liberato; ma non posso accettare che chi non è libero imponga agli altri, a me, a noi, la sua schiavitù anche se felicemente accettata — la schiavitù l'abbiamo abolita. Dentro le quattro mura domestiche o private burqa e catene, frustate e sessioni sadomaso, anche di secondo grado se si tratta di adulti consenzienti. Fuori, lo spazio pubblico fatto di libertà regolate dalla legge come denominatore comune."

  7. Già….relativamente alle donne, è difficile comprendere dove stia il confine tra scelta individuale o costrizione….è tutto molto complesso, nel rapporto tra popoli, culture e religioni…ci vorrbbe buon senso da tutte le parti, per convivere pacificamente e rispettosamente, perché il rispetto non va messo in discussione…purtroppo, talvolta, sia per lo spirito xenofobo dilagante, sia per le difficoltà nell'integrazione, i problemi trovano le soluzioni più inadeguate…Ciao Sam!!!!Benritrovato!!!dopo un anno di tribolazioni, spostamenti ce l'abbiamo finalmente fatta a risolvere i problemi con la grafica, cambiare sta benedetta piattaforma e riaprire!!!!!!il nuovo indirizzo te lo da la casellina nel mio commento…abiamo apperto, ovviamnte, un profilo anche per splinder…comunque siamo suhttp://www.giramundo.facebook-mania.com

  8. E dire che sia l'Islam, sia la Repubblica francese, sono nati da rivoluzioni che miravano al riconoscimento di diritti che precedentemente le donne non avevano… Poi, in entrambi i casi, sono arrivate regole che definire liberatorie è davvero difficile. D'altronde, la Francia viene sempre additata ad esempio per quanto riguarda l'integrazione degli stranieri, ma è uno degli esempi peggiori, quelli che fra gli addetti ai lavori rientrano fra le cose-da-non-fare

  9. Ciao amici di Giramundo, ben tornati!Elipiccottero: la sensazione della Francia ben integrata è in effetti solo una immaginetta. Basta vedere la totale esclusione sociale di certi quartieri e delle banlieu delle grandi città. Ma è anche utile leggere la realtà che certo cinema francese racconta: penso a "Il profeta" o a "Welcome".

  10. "sono nati da rivoluzioni che miravano al riconoscimento di diritti che precedentemente le donne non avevano…"Questo mi ricorda una cretina che conoscevo che diceva che l'unica donna libra è quella musulmana, cioè col velo. Mi è nuova questa dell'Islam che mirava al riconoscimento dei diritti delle donne. E' una religione abramitica, figlia di ebraismo e cristianesimo: è misogina per sua stessa natura.Incredibile, cosa si arriva a dire di questi tempi.Sul post di Sam,che dire, se non che condivido quello che dice. La legge francese è un obbrobrio e ne vedremo gli effetti nefasti solo fra qualche anno. Mi ricorderò sempre quando andai in Tunisia: a casa di una famiglia tunisina. La più vecchia delle figlie sembrava una ragazza occidentale, la più giovane aveva velo e stava sempre in casa e a scuola non ci poteva andare. La legge tunisina sul divieto del velo aveva creato una ragazza chiusa, fondamentalista, che non viveva in pubblico.

  11. E però sono cazzi, Fabri. Inutile partire dal burqa. Ma è anche vero che è un'impresa trattare con una religione – e come lo sai bene! – che è spesso totalmente impastata nella società.Comunque, secondo me, la Francia tra un po' la vedrà brutta.

  12. L'Islam, in origine, garantì alle donne una parte di eredità e di conservare le proprie proprietà in caso fossero state ripudiate, oltre a punire chi avesse ucciso una donna (o uno schiavo), cose che nella società araba dell'epoca non avvenivano. Certo, oggi per lo più si sentono fondamentalisti per cui le donne sono spazzatura, però se ci si pensa anche il messaggio cristiano, in origine, non era proprio lo stesso che viene diffuso oggi…

  13. Sì, anche il cristianesimo delle origini era altrettanto barbaro e poco inventa rispetto agli antichi riti romani.L'uomo sarà libero solo quando si libererà della scaramanzia e del suo spirito gregario.

  14. Probabilmente sarà libero solo quando non chiederà più ad altri come fare per esserlo, ma comincerà a chiederlo a se stesso.

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