L'Argentina VS Italia. Non c'è partita.   1 comment

L’Argentina diventa il primo paese del Sudamerica a legalizzare le unioni omosessuali con il matrimonio. Il governo di un paese di forte tradizione cattolica non si è fatto spaventare dalle urla dei vescovi che si stracciavano le vesti, né di quei poveri pazzi con cartelli davanti alle porte del Parlamento che compieva, a maggioranza, una rivoluzione storica.

Da noi, e qui sta la differenza, poche settimane fa a Roma si è visto il movimento LGBT sbranarsi e lacerarsi già solo nell’organizzazione del Pride. Non è la chiesa ad ostacolare le unioni gay. Siamo noi stessi, così tanto desiderosi di mostrarci normalizzati, in giacca e cravatta. Pronti subito a cedere le armi per una carezza, un sorriso della Carfagna o della Iervolino, scesa nel corteo di Napoli. E tra questi mi ci metto anch’io.

Scrive Omoios, in un post che vi invito a leggere integralmente:

A Mosca, dove i Gay Pride sono addirittura vietati, alla fine di ogni caparbia manifestazione (qualche centinaio di persone accerchiate dalla polizia) si contano gli arresti . Sarebbe opportuno chiedersi allora perchè, in Italia, ci si senta più prossimi a Madrid che a Mosca, più inclini al festeggiamento che alla rivendicazione. La conta dei diritti, al contrario, ci posizionerebbe dritto all’ombra del Cremlino.

Chissà, forse ci siamo convinti che le nostre disco patinate, i nostri Pride, le nostre saune, le proposte turistiche ad hoc e tutto il resto ci abbiamo regalato la parità, se non addirittura una corsia preferenziale, una gabbia d’oro. Un immaginario in cui sembra proprio mancare solo Kylie Minogue. Invece il punto è un altro, ed è un punto grosso, grave, a volte addirittura cruento.

L’anno prossimo a Roma farà tappa l’Europride: da ogni Paese i militanti giungeranno nella Capitale d’Italia per celebrare l’orgoglio gay. Che in Italia è anni luce da Kylie Minogue. Vediamo di non dimenticarcelo, quel giorno.

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Pubblicato luglio 18, 2010 da samuelesiani in Senza categoria

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Una risposta a “L'Argentina VS Italia. Non c'è partita.

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  1. Caro Sam, letto questo mi viene in mente una semplice considerazione: da chi è portata in parlamento la questione del movimento LGBT in Italia? io davvero non riesco a pensare a un nome che uno in grado di contrastare (anche con il tempo) la vecchia cultura cattolica. Per il resto le manifestazioni sono occasioni di incontro apprezzabili, ma il loro compito deve esser fine a questo.Gians

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