Archivio per ottobre 2010

Middlesex, un romanzo di Jeffrey Eugenides   6 comments

Entrò in camera mia con circospezione, a passettini si avvicinò alla culla. Sessantenne vestita di nero, si chinò ad esaminare l'infante vestita di rosa. Forse qualcosa nella mia espressione le fece scattare un campanello, forse si mise in modo il collegamento che avrebbe fatto in seguito, trai neonati del villaggio e questa neonata di Detroit, tra le storie raccontate dalle vecchie greche e la nuova endocrinologia… Forse, o forse no. Perché mentre guardava con diffidenza oltre le sbarre della mia culla, vide la mia faccia… e il sangue agì. La sua espressione preoccupata, sospesa sopra la mia (non meno) perplessa. I suoi occhi tristi fissarono le mie (non meno) grandi orbite nere. Ci assomigliavamo in tutto. Mi prese in braccio e io feci quello che sono tenuti a fare i bambini: cancellai gli anni che ci separavano. Restituii a Desdemona la sua pelle originale.

È con  queste parole che Calliope racconta il suo venire riconosciuta dalla nonna (e quanto è vero questo potere dei bambini…).
La sua stessa voce ci accompagnerà nel racconto di una famiglia, la sua, che arriva da lontano: dalla Grecia in fiamme, all’inizio del Novecento, da cui la nonna Desdemona fuggì col fratello; per arrivare agli Stati Uniti dove Calliope, figlia neanche ancora immaginata, già ci racconta le vicende dei suoi genitori, quei figli di immigrati così in bilico tra la tradizione dei padri e la voglia di chiudere con il passato, per potersi sentire finalmente americani; ad arrivare a lei che, lo sappiamo già dalla prima pagina, nella sua fretta di raccontarsi, diventerà un lui.
 
Middlesex è un libro toccante, che entusiasma e divertire. Un racconto intimo, che tuttavia sa spesso farsi collettivo.
E Jeffrey Eugenides è un vero maestro. Non stupisce che con questo romanzo abbia vinto nel 2003 il premio Pulizer.

Pubblicato ottobre 28, 2010 da samuelesiani in Senza categoria

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I premiati per i diritti civili da HWR.   2 comments

Il senso del mio blog, prima che troppo spesso si smarrisse tra la bile della politica italiana, voleva essere quello di portare esempi positivi e mostrare come ci sia speranza, nonostante tutto. Vorrei dunque  non perdere le vecchie abitudini e ricordarmi di essere per e non sempre contro qualcosa (anche se alcune volte è davvero impossibile). Partiamo con oggi, forse anche grazie ad un gesto luminoso del presidente Napolitano, che cura un po’ delle ferite di questo paese costantemente stuprato.

Anche quest’anno, Human Right Watch premierà con il Aleson Des Forces Award for Extraordinary Activism (dal nome di un medico di HRW morto in un incidente aereo) alcuni militanti che si sono distinti per coraggio e per l’attivismo a favore dei diritti civili e contro ogni discriminazione e oppressione.

Ognuno di loro ha subito minacce o è stato imprigionato e tuttavia hanno continuato e continuano a denunciare e lavorare – dice l’articolo di HRW – per un mondo libero dalla violenza.

Vorrei presentarli qui nella speranza che possano, in qualche modo, farci riflettere e magari esserci d’esempio.

Hossam Bahgat, Egitto.


Fondatore del Egyptian Initiative for Personal Rights, difende i diritti civili e le libertà nel suo paese. Ha denunciato le violazioni del governo alle libertà religiose (in specie contro i cristiani copti) e alla privacy.

Elena Milashina, Russia

Giornalista investigativa del principale giornale indipendente russo, la Novaja Gazeta ha denunciato gli abusi contro i diritti civili compiuti dal governo e vari atti di corruzione, nonché casi di sparizioni forzate, esecuzioni extragiudiziarie e torture.

Yoseph Mulugeta, Etiopia

Già prima di ottenere asilo politico negli Stati Uniti è stato un paladino per la società etiope nella sua battaglia a favore della libertà d’espressione e denunciando le realtà che si nascondono dietro la facciata democratica del suo paese.

Steve Nemande, Cameroon

Medico e presidente dell’organizzazione Alternatives-Cameroun ha denunciato le leggi che criminalizzano l’omosessualità. Allo stesso tempo gestisce una struttura sanitaria per persone gay, lesbiche o transessuali affette da HIV/AIDS.

Sussan Tahmasebi, Iran

Lotta da venti anni in Iran per rafforzare la società civile con particolare attenzione alle tematiche di genere e ai diritti delle donne. Per il suo lavoro ha subito restrizioni nel suo paese.

Liu Xiaobo, Cina

Uno dei critici più espliciti del governo cinese. Ha trascorso un anno e mezzo in prigione dopo le proteste di Piazza Tiananmen nel 1989 e nel 1996 è stato imprigionato di nuovo, per tre anni, per aver la politica della Cina verso Taiwan e il Dalai Lama. E’ stato insignito del Premio Nobel per la Pace. E’ attualmente in carcere.

Ringrazio Vanessa, da cui ho letto la notizia.

Cota, il riconteggio in Piemonte e il Movimento per la Vita   2 comments

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No, la sentenza del Consiglio di Stato che ha fermato il riconteggio non è stupefacente come dice la Bresso. È qualcosa di più. Un brutto, bruttissimo segnale per la democrazia e la giustizia nel nostro paese. Intendiamoci, il riconteggio delle schede era inutile. Il TAR aveva sbagliato clamorosamente. Non c’era nulla da ricontare: si doveva tornare alle urne perché Cota ha vinto grazie alla manciata di voti forniti da due liste illegali. Punto. Ora vediamo se il senso della sentenza del CdS sarà ferale come sembra o se ci sono ancora speranze di ripristinare la legalità.

 

In questo clima, dopo la sospensione preventiva di Silvio Viale, è utile segnalare alcune manovre del governatore Cota:

1)      Ingresso massiccio del Movimento per la Vita nei consultori degli ospedali: le donne che vorranno ricorrere all’Ivg, dovranno prima affrontare obbligatoriamente i fanatici dei consultori, salvo firmare che non si li vuole incontrare. Butta caso che sotto la loro pressione alcune donne decidano di non abortire; butta caso che quelle madri facciano del male o ammazzino quei bambini non voluti credo si debba considerare Cota, l’assessore Ferrero e i cattolici del Movimento per la Vita, corresponsabili di future violenze o peggio, assassini.

2)      Legge regionale 20 – presto discussa in Consiglio – che prevede l’utilizzo di fondi pubblici per l’edilizia di scuole paritarie senza scopo di lucro (art.2). Non ci sono soldi per la scuola pubblica, ma Cota si occupa delle scuole private.

 

Ora, mi chiedo una cosa. Berlusconi continua pressoché da sempre a parlare in tutta libertà di toghe rosse, di magistrati che vogliono la sua testa, etc. etc. Poi si sta scoprendo che forse ci sono in giro toghe azzurre..

E se ci fosse anche qualche giudice obiettore di coscienza disposto a piegare la legge e la Costituzione a favore di quei famosi principi negoziabili, tanto sbandierati dal Vaticano e garantiti da Roberto Cota?

Pubblicato ottobre 21, 2010 da samuelesiani in Senza categoria

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La notizia è se Report dovesse o meno dare la notizia   4 comments

Siamo stati mesi a discutere sulla villa di Montecarlo. Per certi versi, anche giustamente si è chiesto conto a Fini (anche se non ti tratta di cose pubbliche, ma di un immobile di AN).

Ieri a Report viene riproposta la notizia dell’acquisto nel paradiso fiscale di Antigua di case (o più probabilmente, una intera area dell’isola) da parte di Berlusconi, anche in questo caso tramite movimenti offshore e forse con promesse ambigue al Premier locale.

E’ una notizia bomba:  non mi aspetto che Libero e Il giornale trattino l’argomento, ma mi stupisce che molta stampa che si vorrebbe libera (compreso il mio amato Rainews24) non rilanci la notizia raccontata dalla Galabanelli (o meglio ancora, vi indaghi), ma concentri l’attenzione sulla polemica derivata dal lancio della notizia oppure metta la notizia in homepage ma come terza, quarta notizia, dopo l’immancabile cronacaccia da Avetrana  o assente dalla prima pagina (Il sole 24 ore, Il resto del Carlino).

Ecco i titoli dei giornali, dalla rassegna stampa della Camera.

Il Corriere della sera, "Lo stop (non riuscito) a Report della Gabanelli".

La Stampa, "Scontro Report-PdL sulle ville del premier".

Rainew24, "Report va in onda tra le polemiche".

Il secolo XIX (decima notizia): Rai3, Antigua le ville di Berlusconi. Bufera politica su Report.

Messaggero, "Berlusconi, bufera su Report".

C’è indubbiamente qualcosa che non va nella stampa italiana.

Pubblicato ottobre 18, 2010 da samuelesiani in Senza categoria

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La mitologia di Avetrana   8 comments

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Come sempre, è doverosa la prudenza. Si sta parlando di accuse e non certo di una sentenza. Anzi, qualcosa ci sarebbe da dire su come i giornali stanno trattando il caso di Avetrano e, nello specifico, come stanno dando per certe le responsabilità della cugina, nella morte di Sarah Scazzi.

Tuttavia una qualche riflessione è possibile farla a partire dal se fosse vero che la cugina ha condotto dal padre la giovane Scazzi, dopo che questa le aveva confidato di essere stata molestata dal suo genitore. Certamente doveva esserci odio pregresso, però non stupisce che in ambito familiare ci si allei con l’abusatore anziché con l’abusato. Esistono casi in Italia e all’estero in cui addirittura paesi interi si sono schierati a favore dell’abusatore/pedofilo. Quindi il comportamento della cugina non mi stupisce.

Di questa storia mi tocca profondamente il ruolo terribile dei media. I telegiornali e i servizi televisivi hanno invaso come non mai questa storia. La cugina di Sarah Scazzi che non perde un intervista per raccontare il suo impegno nel cercare la ragazzina, la madre che scopre della morte in diretta TV, le lacrime dello zio assassino.

Se con le gemelle Cappa si era toccato il fondo, col la ricerca di visibilità da parte delle cugine della vittima, qui sono gli attori principali (la madre, lo zio, la cugina) a portare l’intera faccenda in TV, una TV che diventa complice di questo orrore.

È una tragedia senza catarsi quella di Avetrana. Rivedo i volti dei personaggi e mi chiedo se davvero qualcuno di loro, di fronte alla TV, si è reso conto di quello che è successo. Dov’è Sarah in tutto ciò? E soprattutto: in quale ingeneroso e infecondo terreno è cresciuta quella ragazzina? Quante Sarah ci sono nel nostro paese? Quante madri intorpidite, drogate, davanti a Pomeriggio5? Quante cugine vedono ormai la televisione come una complice?

L’ultimo atto appena iniziato non potrebbe che svolgersi in questo modo: con la madre che paragona la nipote con l’unico esempio che possiede: quello televisivo di Anna Maria Franzoni.

La mitologia di Avetrana è in fondo questa. I suoi cantori sono Bruno Vespa e Barbara D’Urso.

Abbiamo perso anche il senso profondo del mito.

Inception, il più bel film dell'anno?   4 comments


Un film può farti uscire dalla sala con l’affano, il fiato corto e gli occhi sgranati, con la stessa faccia del mio gatto la prima volta che l’ho portato in gita in cortile?
Sì, Inception ci riesce.

E’ vero: niente che non sia stato più o meno già visto. La storia è cervellotica e talvolta fa acqua. Ma al regista Christofer Nolan davvero questo pare non interessare. E ha ragione Souffle nel dire che Inception è un film masturbatorio ma non voyeuristico: il regista ci spinge a guardarlo mentre si sega, ma non è interessato a sapere se la cosa ci piace. Però a me è piaciuto guardarlo!

Aggiungo poi che Inception non ha le pretese di misticismo e filosofia a buon mercato alla Matrix, ed è prima di tutto uno spettacolo, non solo visivo, ma  verrebbe da dire di tutti i sensi perché davvero ci si sente precipitati nei vari livelli della storia, molto più di quanto riesca ai suoi personaggi.  Infine, un piccolo commento sulle musiche di Hans Zimmer, che avevo già amato in Oltre Rangoon: epiche, solenni, un perfetto sostegno a quella straordinaria epifania.

Assolutamente da vedere.

Pubblicato ottobre 15, 2010 da samuelesiani in Senza categoria

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Godetevi lo show   5 comments

Talvolta arrivano segnali che una parte del paese non è addormentata e anzi vede e si accorge di quello che capita.
E’ l’esempio di quanto successo all’arrivo delle salme dei quattro alpini a Ciampino.  Un tipo di evento che – anche questo! – si trasforma in palcoscenico per politici in cerca solo di esposizione mediatica.

Ma ecco che il vero dolore riprende la sua dignità e per bocca dello zio di uno degli alpini morti in Afghanistan grida al guitto: "Ministro La Russa si goda lo show".

Troppo cattivo? Guardando la foto sotto direi di no. Al massimo, appunto, consapevole. Che di questi tempi è merce rara.

Pubblicato ottobre 13, 2010 da samuelesiani in Senza categoria

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