Middlesex, un romanzo di Jeffrey Eugenides   6 comments

Entrò in camera mia con circospezione, a passettini si avvicinò alla culla. Sessantenne vestita di nero, si chinò ad esaminare l'infante vestita di rosa. Forse qualcosa nella mia espressione le fece scattare un campanello, forse si mise in modo il collegamento che avrebbe fatto in seguito, trai neonati del villaggio e questa neonata di Detroit, tra le storie raccontate dalle vecchie greche e la nuova endocrinologia… Forse, o forse no. Perché mentre guardava con diffidenza oltre le sbarre della mia culla, vide la mia faccia… e il sangue agì. La sua espressione preoccupata, sospesa sopra la mia (non meno) perplessa. I suoi occhi tristi fissarono le mie (non meno) grandi orbite nere. Ci assomigliavamo in tutto. Mi prese in braccio e io feci quello che sono tenuti a fare i bambini: cancellai gli anni che ci separavano. Restituii a Desdemona la sua pelle originale.

È con  queste parole che Calliope racconta il suo venire riconosciuta dalla nonna (e quanto è vero questo potere dei bambini…).
La sua stessa voce ci accompagnerà nel racconto di una famiglia, la sua, che arriva da lontano: dalla Grecia in fiamme, all’inizio del Novecento, da cui la nonna Desdemona fuggì col fratello; per arrivare agli Stati Uniti dove Calliope, figlia neanche ancora immaginata, già ci racconta le vicende dei suoi genitori, quei figli di immigrati così in bilico tra la tradizione dei padri e la voglia di chiudere con il passato, per potersi sentire finalmente americani; ad arrivare a lei che, lo sappiamo già dalla prima pagina, nella sua fretta di raccontarsi, diventerà un lui.
 
Middlesex è un libro toccante, che entusiasma e divertire. Un racconto intimo, che tuttavia sa spesso farsi collettivo.
E Jeffrey Eugenides è un vero maestro. Non stupisce che con questo romanzo abbia vinto nel 2003 il premio Pulizer.

Annunci

Pubblicato ottobre 28, 2010 da samuelesiani in Senza categoria

Taggato con ,

6 risposte a “Middlesex, un romanzo di Jeffrey Eugenides

Iscriviti ai commenti con RSS .

  1. Non hai menzionato il notevole inizio, con Cal che afferma "Sono nato due volte, bambina la prima e maschio la seconda" (non ricordo esattamente le parole, ma era davvero ben scritto). Ho letto questo libro più o meno all'età in cui Cal nasce la seconda volta, e magari non ho colto tutto. Però mi piacque, in particolare la parte storica che precede il viaggio in America. Di Eugenides lessi poi anche "Il giardino delle Vergini Suicide", che a distanza di tanti anni non ha smesso di inquietarmi e di cercare una risposta che, alla fine, non c'è.

  2. Sono d'accordo: l'inizio è davvero ben scritto. Anch'io ho amato la parte dei nonni. E credo l'abbia amata anche lui quella parte, perché in fondo, è il grosso della storia. Sui nonni si concentra molto più di Cal se ci pensi.

    Il romanzo che segnali non l'ho letto. Ci farò un pensiero.

    Sam

  3. bello bello, letto dopo il giardino delle vergini suicide (prima di buttarsi su un mattone meglio conoscere chi l'ha scritto (-;)

    rip

  4. Che la Coppola ci ha tratto il film, vero?

  5. @ rip: io mi ci sono buttato alla cieca, su consiglio di amici, però! 🙂

  6. esatto
    film che ho visto ma che non ricordo benissimo
    mi pare solo che le sorelle Lisbon vengano chiamate inspiegabilmente "Lesbon" (almeno, io l'ho visto in italiano). Inspiegabilmente…
    mah

    rip

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: