Archivio per novembre 2010

Su cosa ci interroga la morte di Monicelli   4 comments


Il suicidio di Mario Monicelli ci interroga in modo sempre più urgente sulle questioni del fine vita e sul diritto di poter decidere sulla propria vita e sulla propria morte.

Ma oggi non si sta parlando di testamento biologico. Ciò su cui il grande vecchio del cinema ci obbliga a riflettere ha un nome preciso e impronunciabile per la politica italiana: eutanasia. Impronunciabile a destra perché i temi della vita e della morte sono stati totalmente appaltati ai necrofori vaticani in cambio di voti e sostegno a qualsiasi osceno provvedimento; a sinistra, compresa quella vendoliana, per tema di infastidire le anime confessionali e antidemocratiche al proprio interno.
I laici non sono antidemocratici. Perché nessun laico imporrebbe l’eutanasia ad altri che, eventualmente, se stessi; perché un laico non obbligherebbe nessun altro ad alcuna scelta tanto difficile. Perché nessun laico pretenderebbe di essere imitato o peggio che la sua scelta sia imposta, per legge, a qualcun altro. Questo è ormai un discorso trito e ritrito, ma che non pare non entrare nella mente e nel cuore di chi, al contrario e spietatamente, vuole imporre un dogma di fede sulla collettività.

Mi chiedo dunque se sia meglio, per costoro, accettare che un vecchio di 95 anni, malato terminale di un male incurabile che lo aveva ormai prima di tutto “offeso” nella propria vitalità, possa uscire in pigiama e affrontare il freddo di questo inverno anticipato sul balcone di una stanza d’ospedale. Da solo, raccogliere tutte le forze che un malato di 95 anni può avere e scavalcare la ringhiera per buttarsi di sotto. Affrontare i secondi che lo separano dall’impatto, accettando anche che il proprio corpo venga esposto allo sguardo di estranei.

È forse meglio, questo? Che risposte date, anime confessionali?

Solo con l’ipocrisia potete rispondere e già circola qua e là: ma Monicelli non era depresso. Voleva lasciare la vita. E l’ha fatto, nel peggiore dei modi. Lo aveva già detto. Ed era nel DNA di un vecchio leone come quello.

Mi vergogno di essere  cittadino di un paese tanto bigotto ed ipocrita, corresponsabile di una morte così impietosa.

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Pubblicato novembre 30, 2010 da samuelesiani in povera patria

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Mio zio, di Carmen Consoli. Una canzone che infrange un tabu.   3 comments

La cosa utile dello scandalo della pedofilia nella Chiesa Cattolica esploso a livello mondiale è stata quella di averci obbligato a fare i conti con l'abuso sessuale compiuto contro bambini.
Spesso, però, la questione è stata affrontata da alcuni in modo assurdo, difendendo la Chiesa, ché non tutti i preti sono pedofili, etc. le solite storie che alla fine facevano scordare delle vittima. In altri e diversi casi, come il caso Rignano Flaminio, se ne è invece parlato troppo, in modo troppo confuso, il che non può che aver allontanato la verità.
 
Ma è comunque vero che in questi anni si è parlato di abuso in un paese come il nostro dove in famiglia si muore di più che per mano della mafia. E dove si mette sempre a tacere tutto. Dove spesso parlarne significava e significa ancora, purtroppo, non essere creduti.

Un manifesto di questa terribile coltre è perfettamente narrata dall'unica canzone, per quanto ne sappia, che tratta coraggiosamente dell'abuso: Mio zio, di Carmen Consoli.

La cantantessa sta ormai inaugurando un nuovo album. Io arrivo in ritardo, ma ecco, una canzone come questa, meritava di trovare uno spazio qui, per la sua onestà, per come la questione sia trattata e perfino, per certi effetti attorno agli ex-abusati.

I soldi delle armi si trovano!   1 comment

Cari amici blogger o anche solo casuali lettori, il post di oggi per invitarvi a sostenere firmando e facendo un po' di passa parola per una causa che reputo estremamente importante.

Non c'è bisogno di ricordare come si sia in ristrettezze economiche, e tuttavia il nostro Parlamento sta per votare una finanziaria che tra lacrime e sangue su cultura, istruzione, sanità, non lesina invece sulle spese militari che salirebbero alla folle cifra di 25 miliardi di euro, complica l'acquisto scellerato di 130 cacciabombardieri F-35.

La Rete italiana per il disarmo e Sbilanciamoci hanno promosso una tavola rotonda nella giornata di ieri. Nel frattempo possiamo firmare questa petizione facendo sapere ai parlamentari il nostro disaccordo.

Per chiudere, vorrei citare le parole di Francesco Vignarca, autore di "Caro armato" e coordinatore della Rete italiana per il disarmo: "Il nostro è uno dei primi sei paesi al mondo per spese militari. Sfioriamo i 16 miliardi l'anno e oltre 5 di questi miliardi vengono dal Ministero dello Sviluppo Economico che vengono dati alle aziende militari sotto varie forme, per cui si tenta di sviluppare, ma soprattutto l'industria bellica". 

Pubblicato novembre 25, 2010 da samuelesiani in Senza categoria

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Inception Berlusconi   Leave a comment

Se c'è una cosa che mi fa impazzire, da sempre, è la creatività. Quando questa è affiancata da un'ottima capacità tecnica e realizzativa, è il massimo.

Questo video di due giovani registi, Giancarlo Fontana e Giuseppe G. Stasi, è uno di quegli esempi che unisce appunto grande creatività e ottima padronananza del mezzo video, oltre ad essere molto simpatico.

Enjoy it!

Pubblicato novembre 23, 2010 da samuelesiani in Senza categoria

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Apertura sui condom? La chiesa resta colpevole.   4 comments


Il papa apre realmente all'uso del condom? Sarò sincero: non sto neanche ad attendere l'analisi che il sommo, certamente, farà (e infatti, ha fatto).

Dal mio punto di vista, ogni apertura non sarebbe mai sufficiente e non allontanerebbe la chiesa cattolica di un passo dalle vergognose parole dette dal pontefice in Africa nel 2009, che fecero scandalo in Europa.

Detto questo, il papa, la chiesa e la comunità di fedeli che lo segue ciecamente continua a restare corresponsabile di tutte le morti per AIDS che avvengono in ogni paese in via di sviluppo in cui la scaramanzia cattolica abbia presa sulla povera gente.

"Ultimi preparativi aspettando il treno", una foto di Luca Gabriele Perrone   3 comments

Con la foto che vedete qui sopra, il mio amico Luca ha vinto una menzione speciale della giuria nel concorso fotografico internazionale Ferrovie ed integrazione: identità e culture di un'Europa multietnica, promosso dal Progetto ImmigrazioneOggi Onlus e dalle Ferrovie Italiane e da altre europee.

In questi giorni sono a Roma. Oggi per assistere alla sua premiazione, alle 18 alla stazione Ostiese e all'inaugurazione della mostra itinerante che quindi viaggerà per l'Europa, toccando il Belgio, la Francia, la Polonia, Spagna e Lussemburgo.

Altre foto le trovate su Repubblica, qui.

Bravo Lu!

Il testamento biologico approda a Torino   1 comment

E sono felice di aver fatto la mia parte nel raccogliere le firme per la delibera.