Un fiore di libertà nelle piccole mani di Aung San Suu Kyi.   3 comments

Ritrovare il senso vero del mio blog è ormai sempre più impellente. Se continuerò con la sola denuncia da questo angolo perduto della rete delle schifezze della nostra politica, mi avvelenerò il sangue e non va proprio bene.

Perché è giusto denunciare i soprusi e le pochezze di chi si sta mangiando il paese e il futuro dei nostri figli (in ultimo,  l'inserimento nella manovra economica di soldi per le scuole paritarie, quando la Riforma Gelmini affama la scuola pubblica), ma questo non deve bastare. E forse è giusto che su quel fronte si impegni chi è un po' più corazzato di me.

Ritrovare il senso del mio blog è ritrovare quegli spazi mentali per dire che c'è ancora speranza in questo paese, che si può essere per e non solo contro.

Oggi guardare alla Birmania nel giorno in cui la signora della libertà viene liberata dagli arresti domiciliari, è uno di quei momenti che danno forza e speranza.

Perché vedere una donna che da sola ha fronteggiato i militari con il suo esile corpo, ma con la tenacia di chi è pronta a continuare la prigionia pur di non scendere a compromessi con la dittatura, rompe qualsiasi pochezza, sfonda i paragoni e riempie i polmoni di aria fresca; e quell'aria arriva anche qui, in questa italietta da barzelletta, in questo regime da operetta. 

Perché essere liberi – ci insegna – è essere liberi dalla paura.

E in un paese in cui parole come libertà sono state spremute del loro vero significato, beato chi riesce a poterle ancora sentire dalla lontana Birmania.

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3 risposte a “Un fiore di libertà nelle piccole mani di Aung San Suu Kyi.

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  1. Da questo blog e da te m'aspettavo esattamente questo post in questo momento, non troppo euforico ma neanche dimesso. Insomma un qualcosa con i piedi per terra e con la consapevolezza che la strada per la democrazia è ancora infinitamente lunga.

    Ciao Sam,

    Gians

  2. Hai ragione Gians. La strada per la libertà, in Birmania è ancora lunga. Lo stesso vale per quella dell'emancipazione dalla mediocrità per il nostro paese.
    Ma qualche passo, forse, si sta facendo.

  3. anche  la  Birmania  fa  un  passo  verso  la  Democrazia,   mentre  l' Italia  ci  fa  fare  due  passi  indietro .

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