La Giornata degli stati vegetativi e la violenza dei cattolici.   2 comments

Nel secondo anniversario della morte (ufficiale) di Eluana Englaro, il nostro crudele e clericale Governo, per mano della Roccella e di Sacconi, ha sferrato l’ennesimo colpo alla pietas, all’umanità, alla laicità del nostro paese, indicendo per il 9 febbraio, appunto, la Giornata degli stati vegetativi.
Per controbattere a questa volgarità, vorrei fare mie le parole misurate ma solide di quell’uomo straordinario – che ho avuto l’onore di conoscere di persona ed incontrare in più occasioni – che è Beppino Englaro, in una lettera di risposta all’Avvenire.

Caro dott. De Nigris, la ringrazio per la sua lettera che considero una manifestazione sincera di rispetto per la vicenda di mia figlia Eluana. Sono sempre più convinto che la perdita di un figlio lasci noi genitori in uno stato di prostrazione e di sofferenza che non ha eguali. Mi sembra doveroso però precisare ancora una volta che in tutti questi anni la mia battaglia non è mai stata contro qualcuno, ma per qualcuno, «in difesa» di qualcuno. Né mai – neppure lontanamente – ho pensato che le scelte della nostra famiglia potessero sovrapporsi alle scelte di altre famiglie e forse – a essere sinceri – mi è toccato in sorte un compito davvero arduo: quello di far valere i desideri e i diritti di una persona, mia figlia, percepita davvero come una minoranza in questo paese. La «minoranza» delle persone che la pensano in modo diverso. 

Per questo sarò sempre al fianco di tutte quelle minoranze, i malati, le persone con grave disagio, che non hanno mezzi e strumenti per far valere le loro scelte e i loro diritti. Non ci sono eserciti da armare. Le sentenze della Corte di Cassazione hanno semplicemente ribadito ciò che noi tutti sapevamo e che era già scritto nella nostra Costituzione: non si può imporre il proprio punto di vista ad altri. Per questo, ritengo la decisione di fissare la data della “Giornata nazionale sugli stati vegetativi” proprio al 9 febbraio inopportuna ma soprattutto indelicata.

Nel ringraziarla per la sua lettera, mi auguro che questo paese abbia davvero lo slancio per far valere le ragioni di tutti. Credo di aver già detto e fatto molto. Per me – come lei comprenderà – il 9 febbraio sarà la giornata del silenzio.

Vorrei infine segnalare, l’intelligente spot realizzato dalla CGIL che riporta la discussione sulla scelta individuale. Uno spot che è davvero una ventata d’aria pure. Ci si poteva spingere ancora un poco più in là, titolandolo Io non contringo, ma lascio scegliere, ma è comunque un ottimo messaggio.

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2 risposte a “La Giornata degli stati vegetativi e la violenza dei cattolici.

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  1. mai ricorrenza più insulsa, servirebbe silenzio e rispetto, non c'è limite al peggio

  2. Concordo e non a caso le due anime della ricorrenza sono Sacconi e Roccella, dei quali non credo si debba sprecare una sola parola.

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