Il cibo dei poveri   7 comments

Qualche giorno fa mi trovavo dai miei. Sul balcone, c’era un mucchio di riviste del genere Oggi, Di più, passati da una parente ai miei genitori. Visto che si stava aspettando che i nipoti si preparassero per una passeggiata, mi sono messo a sfogliare un Di più.

Incuriosito dalle tematiche, sono passato ad un altro numero, quindi ad un altro e quindi alle altre riviste sul genere presenti sul tavolo.
Tutte presentavano, sempre, in ogni numero, tre argomenti precisi:

Gossip: le storie dei reali descritti, oppure quelle di attori o politici, non vengono mai raccontate con ironia o divertimento. Li si propone al popolino, come a chi sta a guardare ai margini della strada, la favola del potente.

Cronaca nera: in ogni numero, c’è almeno un servizio rivolto ad un caso noto di cronaca nera: da Sara Scazzi a  Yara a Melania Rea o storie di fidanzati finiti con la morte della donna.

Articoli a tematica religiosa/scaramantica: anche questi sempre presenti, e riferiti molto spesso a miracoli, racconti di presunti miracolati. In questo senso, parrebbe che a fare la parte del leone sia Padre Pio.

Non faccio altro che scoprire l’acqua calda, ma il fatto è che, sinceramente, non mi ero mai soffermato su questo tipo di rotocalchi e mi ha profondamente colpito ciò che passa da quelle riviste, qual è il messaggio e soprattutto, mi verrebbe da dire, il fine pedagogico che coccola e stimola al basso e alla rinuncia completa dello spirito critico…

Se la cultura è il cibo dell’anima, queste riviste non possono che essere – come la polenta in tempo di guerra – il cibo dei poveri.

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Pubblicato Mag 13, 2011 da samuelesiani in povera patria

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7 risposte a “Il cibo dei poveri

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  1. Ma caro il mio Sam, non lo sapevi che quel genere di carta è talmente pregna di piombo che è tossica pure per accendere il camino alla sera?

    Gians

  2. No, non lo sapevo!
    Che bel motto che hai tirato fuori, Gians!

    sam

  3. Beh, da notare che sono i settimanali più venduti. Che amarezza.

    Però ieri sono stato al Salone del Libro a Torino e vedere migliaia di persone mi ha rincuorato un po'…

  4. Sei di Torino? Anche io! (ma non sono andato al salone!)

    sam

  5. No, no… vivo a Genova ma sono del Ponente ligure ! Ma penso che l'avrai capito da me…

  6. Ciao Sam,
    sono tristemente d`accordo con te! Questa spazzatura editoriale è veramente dannosa e non aiuta certo a sviluppare e affilare uno spirito critico di cui si ha sempre bisogno! In tanti siamo sempre più coccolati dall`oppio della banalità e della rassegnazione e quando provi a scuotere un pò gli animi ti prendono per matto! Che tristezza! Possibile che sia così doloroso prendere coscienza delle cose? E quindi ci si rifugia in questo mondo irreale fatto di balletti, reali in nozze e veline! Chissà dove andremo di questo passo…

  7. Credo non esista nessun numero di GENTE dagli anni ottanta ad oggi senza Padre Pio o Carolina di Monaco… ormai hanno il copyright.
    Ah, dimenticavo! Gente ha il solo merito di aver mantenuto, cresciuto e fatto studiare i sei gemellini del parto di Grosseto del 1984, che, in cambio dell'esclusiva, ha finanziato fino alla maggiore età… 🙂

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