Lady Gaga, il Libano e il Pride Laico   6 comments


Può sembrare un’assurdità e forse proprio lo è. Sta di fatto che l’ultimo album di Lady Gaga non sarà venduto in Libano perché una canzone in esso contenuta, Judas, è stata considerata una grave offesa alla cristianità. E posso proprio immaginare che grave offesa…
In questa piccola notizia di ieri, sta in fondo tutta la cifra del totalitarismo tipico di ogni religione, ovunque nel mondo (perché ogni religione è per sua stessa natura totalitaria): non si vieta, semmai, l’ascolto di Lady Germanotta al gregge dei propri fedeli; e no, si impedisce che venga liberamente venduta nei negozi o che si trasmettano le sue canzoni in radio, perché nessuno abbia il diritto di ascoltare Lady Gaga.
Queste piccole mosse oscurantiste, nell’epoca di internet, fanno però anche sorridere e dimostrano come le religioni, oltre che totalitarie, siano mostruosamente tribali e anacronistiche.
Tuttavia è da rimarcare come uno stato (e lo stesso vale per noi) non sarà mai libero, fin tanto che non metterà da parte quei cancri e parassiti che sono preti, imam, rabbini. Fin tanto che la laicità non sarà l’unica bussola per la vita politica di tutti.
 
Detto questo, è da segnalare che, da tempo, i giovani libanesi non stanno a guardare, né si sottomettono alle manfrine delle varie sette che governano il paese. Tramite qualche contatto di facebook ho potuto notare infatti che esistono già movimenti assai partecipati: uno di questi (qui il gruppo su Fb) ha dato vita al “Pride Laico”, che si è tenuto il 15 marzo scorso. In quella manifestazione, moltissimi giovani hanno marciato in favore della laicità e del secolarismo, come alternative al settarismo che divide e consuma il paese.
 
Non sto a dirvi ancora di come sono sempre più dell’idea che le religioni, con queste piccole imposizioni su cose così private e in fondo piccole – come cibo, musica, cinema, etc. – stanno letteralmente scavando la loro fossa.
 
Da parte mia, preparo il mio attrezzo e per quel poco che posso fare, do qualche colpo di pala. 

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6 risposte a “Lady Gaga, il Libano e il Pride Laico

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  1. Il mio commento non ti piacerà, Sam.
    Purtroppo, pur pensandola come te a proposito di Religioni, e credendo profondamente che siano queste il vero cancro del mondo, origine unica e principale delle principali guerre, discriminazioni e persecuzioni del mondo, trovo Lady Gaga un insulto vivente all'intelligenza umana.

    La detesto, col cuore proprio, la trovo vuota, priva di talento alcuno, ridicola al limite dell'inguardabile, una poveretta insomma, costretta a pizzicare qua e la argomenti che non le appartengono per riempire qualche riga extra su riviste a corto di parole. Uno stile pessimo, scopiazzato dai suoi predecessori. Born This Way è fastidiosa, inaudibile, praticamente un'offesa all'Express Yourself di 24anni prima, anche se "pare" sia volutamente identica. Judas è un crogiolo di parole insensate e penose, inutili e sinceramente disgustose di cui non si sentiva la necessità.
    Sedersi a tavolino e buttare a caso nomi e cose che non le appartengono al solo scopo di rompere i coglioni, mi pare molto triste.
    Beati i Libanesi!

  2. Sì, vabbé, ma il punto non è se piace o non piace Lady Gaga. Ma se ho il diritto di poterla ascoltare oppure no. Tu la detesti, ma mica strappi le cuffiette del tuo vicino in metro che l'ascolta, no? 🙂
    O meglio, vorresti magari, ma non lo fai…

  3. Sam, un'osservazione tecnica: per qualche disguido il testo del post è ripetuto due volte.
    Ciao, aspetto un tuo bel resoconto da Roma!

  4. Riguardo a Lady Gaga, anch'io la ritengo un'artista modesta, pur riconoscendole doti musicali ed intellettuali ben superiori a quelle di altre milionarie sciacquette canterine. Però, piaccia o non piaccia, è diventata un'icona della pop music a livello planetario, e, suo malgrado, una vessillifera di idee e valori aspramente combattuti dal conservatorismo più retrivo e bigotto. Penso sia lei la prima a meravigliarsene: ma stupidaggini come quella libanese, o come le altre, recentissime, partorite dal Trio Fantasticus (Buttiglione Binetti Giovanardi) le stanno dando un'inaspettata aura "politica" condivisa e apprezzata in tutto il mondo. E ne stanno facendo una specie di Giovanna d'Arco visionaria e trascinatrice.
    Si possono quindi disprezzare le sue doti d'artista, non certo quello che, sempre suo malgrado, si è trovata a rappresentare.

  5. Grazie Gan, ho corretto. Molto gentile.

  6. Non sono sceso a Roma, però. Mi sono seguito il Pride dalla diretta di Rainews!

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