La bastarda di Istanbul, un romanzo di Elif Shafak.   Leave a comment

In questo periodo travagliato alla ricerca di una casa, tra case oscene e case perse, di sicuro una boccata di aria pura mi è arrivata dalla lettura de “La bastarda di Istanbul” di Elif Shafak. Anzi, diciamola proprio tutta: questo libro meriterebbe un posto d’onore tra le cose per cui  vivere, come ha scelto meravigliosamente di intitolare il suo blog, Ipitagorici.

Elif Shafak, che per questo libro ha subito un processo – concluso con una sentenza di assoluzione – racconta l’epopea di un popolo, quello armeno, ma non solo: è un viaggio nel tempo, nell’animo, nelle contraddizioni che rendono la Turchia di oggi quello che è, nei segreti di una famiglia, nella solidarietà fra persone. Nella necessità di riconoscere un dramma, ma anche di saper personare.
Ed è un racconto tutto al femminile, nel quale Istanbul, pur non essendo descritta praticamente, è in realtà ovunque: nei cibi, negli odori acri e pungenti delle strade, nella brezza che accarezza i personaggi, nelle loro menti e storie. Silenziosa e onnipresente protagonista di questo splendido romanzo. Che non posso che consigliare a chi passa di qui.
 
A parte: in questa intervista, l’autrice ci spiega il suo punto di vista sull’importanza dell’ingresso della Turchia. E la necessità di “costruire ponti”, perché nessuna cultura può arricchirsi nell'isolamento

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