Nel mare ci sono i coccodrilli   Leave a comment

Da tantissimi anni ormai, ci siamo in qualche modo abituati a sentire le notizie di immigrati che sbarcano sulle nostre coste, e forse ci siamo perfino assuefatti a sentire quel lungo elenco di vittime che muoiono durante la traversata in mare.

18 morti sul gommone al largo di Lampedusa, Ansa, 6 dicembre 2014.

Salvato barcone di migranti. A bordo  anche quattro cadaveri, Unione Sarda, 23 dicembre 2014.

Questi sono solo due dei più recenti fatti di cronaca, ma una semplice ricerca su google con parole chiave come “immigrati vittime in mare” ci porta un elenco sconfinato e sconfortante.

Sconfortante ancor più perché quella gente, quelle persone, spesso senza identità, diventano d’improvviso,  numeri.

Lo scrittore torinese Fabio Geda, con il suo Nel mare ci sono i coccodrilliriesce invece nel procedimento inverso: ovvero quello di dare un nome e una storia, una storia vera, ad un numero. Non a caso il sottotitolo è Storia vera di Enaiatollah Akbari, uno dei tanti rifugiati afghani giunti fino in Italia e che può oggi raccontare la sua storia.

Quella narrata in questo libro è la storia di un ragazzo che è la storia di tanti, tantissimi altri, quelli che partirono con lui, che si fermarono, che lo ritrovarono lungo il cammino o che persero la vita; ma in qualche modo è la storia universale di chiunque metta a repentaglio la propria vita per un futuro migliore.

Fabio Geda riesce nella difficile impresa di raccontare questo viaggio con grande umanità e dignità, perfino a tratti in modo umoristico, senza mai scadere nel pietismo.

Tuttavia, è una lettura che lascia il segno perché quello che ci viene raccontato è un viaggio della speranza perseguito con coraggio e ostinazione su una strada che è tra la vita e la morte. E anche solo per le poche ore che impieghiamo per la lettura di questo libro siamo con quel ragazzo, in quel viaggio durato non giorni o mesi, ma anni dall’Afghanistan – da cui la madre lo fa fuggire per non farlo diventare un talebano o una vittima dei talebani – attraverso il Pakistan, l’Iran, la Turchia, la Grecia e infine, l’Italia.

Un libro che può risvegliare le coscienze e riuscire, attraverso l’esempio di un singolo, a riportare la luce sui tanti senza nome e senza volto che ce la fanno, o non ce la fanno, a trovare un futuro migliore.

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Pubblicato dicembre 24, 2014 da samuelesiani in Uncategorized

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