Archivio per la categoria ‘Appuntamenti

The help e Quasi amici   Leave a comment

I due film che vedete nel titolo sono semplicemente … imperdibili.

Scaldano il cuore e ci ricordano di quanto anche la commedia abbia una sua dignità e ci insegni, o ci ricordi, delle cose. Entrambi i film ci dicono che le barriere e le differenze culturali e di provenienza possono essere superate. Ci parlano di un mondo in cui al pietismo si sostituisce il senso di giustizia, il coraggio all’omertà, la schiettezza all’ipocrisia.

Un mondo migliore, al quale tutti noi dobbiamo aspirare.

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Pubblicato marzo 22, 2012 da samuelesiani in Appuntamenti

Il questionario Istat riconosce le unioni civile LGBT. Contiamoci!   Leave a comment

In questi giorni sta arrivando a casa – a me è giusto arrivato ieri – il nuovo questionario  per il censimento generale della popolazione. Per la prima volta, grazie all'impegno di varie associazioni tra cui Certi Diritti e Rete Lenford, le cittadine lesbiche e i cittadini gay conviventi potranno dichiararsi come tali.

Non si dovrà far altro che indicare il sesso dei conviventi e la seconda persona dovrà spuntare "convivente in coppia con l'intestatario". 

Per la prima volta sarà dunque possibile fornire un dato sulle unioni civili omosessuali ad un paese che sembra non volerle vedere.

Che aspettiamo, dunque? Io il mio dovere lo farò, voi?

Passate parola.

Per tutte le info, consultate la pagina Fai contare il tuo amore!

Teatro di strada a Torino   3 comments

Pur sempre incasinato nel mio quotidiano, non posso non passare di qui per segnalare che per tutta questa settimana, Torino si rallegra con il decimo festival di teatro di strada, che per altro ha un titolo così bello: Just for joy.

Ieri ho visto l'inaugurazione, al Lingotto e ok, non siamo ad Avignone, ma non è male comunque.

Nel link, il sito ufficiale e tutto il programma. Fino al 18 settembre.

Pubblicato settembre 10, 2011 da samuelesiani in Appuntamenti, cinema arte e roba simile, torino

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Alla guida dell'auto, per protestare contro l'ottusità.   5 comments

[Se c'è qualcuno che ancora passa di qui, in questa landa abbandonata, beh… mi devo davvero scusare. Il fatto è che la ricerca della casa mi sta impegnando non tanto dal punto di vista del tempo. Avrei certo modo di scrivere qualche post. Purtroppo, sento che le mie energie mentali vanno davvero in quella direzione e ho pochissima voglia e forza di scrivere qui. Tuttavia, mi sto segnando delle notizie o delle cose, di cui un giorno vorrò scrivere.

Però oggi, qualcosa provo a scriverlo].


Nascere donna può essere, in molte parti del mondo, decisamente complicato. Persino in Italia, essere donna può esserlo, vista la matrice patriarcale della nostra cultura che poi si manifesta, per esempio, nella bassa percentuale di donne occupate in grosse aree del paese o nell'esigua presenza di donne manager in ruoli chiave in aziende o, anche solo, in politica.

Però nascere donna in paesi in cui vige il fondamentalismo religioso è letteralmente un incubo (ancor più considerato che le grandi religioni monoteiste sono di fatto maschiliste, checché se ne dica e, considerato che le religioni impongono il proprio potere sui fedeli e anche, quando possono, su tutti, anche compiendo quello che potrei chiamare la discriminazione nelle piccole cose, o i divieti assurdi su cibi, bevande, vestiti, divertimenti, gesti di vita quotidiana).
Così in Arabia Saudita, per esempio, dove alle donne, tra l'altro, è fatto divieto di guidare. Perché? Io non ci vedo nessun motivo logico. Non che le religioni siano logiche, questo è palese, ma anche guardando alla dottrina, cosa c'entrano Maometto e il Corano con la guida di un autovettura?

Ebbene, forse sull'onda di quel vento così tanto femminile che è soffiato in Egitto, in Tunisia e in un po' tutto il sud del Mediterraneo, parrebbe che un gruppo di donne stia organizzando un vero e proprio atto di protesta, sfidando il regime politico e religioso, mettendosi alla guida di un'auto

Credo che questo non sia solo un gesto simbolico, ma che possa arrecare loro guai seri. Per questo, gli occhi così spesso distratti dell'opinione pubblica internazionale dovrebbero seguire con attenzione a quanto capiterà a Riad.

Nella speranza che possa essere l'inizio di una nuova era anche per l'Arabia Saudita. Ma potrebbe trattarsi anche di un arresto di massa.

Qui, il gruppo di supporto su Fb (ma ne esiste anche uno di uomini che invitano i mariti a picchiare le moglie attiviste e non permettere loro di partecipare alla manifestazione).

Qui, twitter.

Lady Gaga, il Libano e il Pride Laico   6 comments


Può sembrare un’assurdità e forse proprio lo è. Sta di fatto che l’ultimo album di Lady Gaga non sarà venduto in Libano perché una canzone in esso contenuta, Judas, è stata considerata una grave offesa alla cristianità. E posso proprio immaginare che grave offesa…
In questa piccola notizia di ieri, sta in fondo tutta la cifra del totalitarismo tipico di ogni religione, ovunque nel mondo (perché ogni religione è per sua stessa natura totalitaria): non si vieta, semmai, l’ascolto di Lady Germanotta al gregge dei propri fedeli; e no, si impedisce che venga liberamente venduta nei negozi o che si trasmettano le sue canzoni in radio, perché nessuno abbia il diritto di ascoltare Lady Gaga.
Queste piccole mosse oscurantiste, nell’epoca di internet, fanno però anche sorridere e dimostrano come le religioni, oltre che totalitarie, siano mostruosamente tribali e anacronistiche.
Tuttavia è da rimarcare come uno stato (e lo stesso vale per noi) non sarà mai libero, fin tanto che non metterà da parte quei cancri e parassiti che sono preti, imam, rabbini. Fin tanto che la laicità non sarà l’unica bussola per la vita politica di tutti.
 
Detto questo, è da segnalare che, da tempo, i giovani libanesi non stanno a guardare, né si sottomettono alle manfrine delle varie sette che governano il paese. Tramite qualche contatto di facebook ho potuto notare infatti che esistono già movimenti assai partecipati: uno di questi (qui il gruppo su Fb) ha dato vita al “Pride Laico”, che si è tenuto il 15 marzo scorso. In quella manifestazione, moltissimi giovani hanno marciato in favore della laicità e del secolarismo, come alternative al settarismo che divide e consuma il paese.
 
Non sto a dirvi ancora di come sono sempre più dell’idea che le religioni, con queste piccole imposizioni su cose così private e in fondo piccole – come cibo, musica, cinema, etc. – stanno letteralmente scavando la loro fossa.
 
Da parte mia, preparo il mio attrezzo e per quel poco che posso fare, do qualche colpo di pala. 

Buon 25 aprile a tutti.   Leave a comment

Pubblicato aprile 25, 2011 da samuelesiani in Appuntamenti, da chi imparare, Senza categoria

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La Giornata degli stati vegetativi e la violenza dei cattolici.   2 comments

Nel secondo anniversario della morte (ufficiale) di Eluana Englaro, il nostro crudele e clericale Governo, per mano della Roccella e di Sacconi, ha sferrato l’ennesimo colpo alla pietas, all’umanità, alla laicità del nostro paese, indicendo per il 9 febbraio, appunto, la Giornata degli stati vegetativi.
Per controbattere a questa volgarità, vorrei fare mie le parole misurate ma solide di quell’uomo straordinario – che ho avuto l’onore di conoscere di persona ed incontrare in più occasioni – che è Beppino Englaro, in una lettera di risposta all’Avvenire.

Caro dott. De Nigris, la ringrazio per la sua lettera che considero una manifestazione sincera di rispetto per la vicenda di mia figlia Eluana. Sono sempre più convinto che la perdita di un figlio lasci noi genitori in uno stato di prostrazione e di sofferenza che non ha eguali. Mi sembra doveroso però precisare ancora una volta che in tutti questi anni la mia battaglia non è mai stata contro qualcuno, ma per qualcuno, «in difesa» di qualcuno. Né mai – neppure lontanamente – ho pensato che le scelte della nostra famiglia potessero sovrapporsi alle scelte di altre famiglie e forse – a essere sinceri – mi è toccato in sorte un compito davvero arduo: quello di far valere i desideri e i diritti di una persona, mia figlia, percepita davvero come una minoranza in questo paese. La «minoranza» delle persone che la pensano in modo diverso. 

Per questo sarò sempre al fianco di tutte quelle minoranze, i malati, le persone con grave disagio, che non hanno mezzi e strumenti per far valere le loro scelte e i loro diritti. Non ci sono eserciti da armare. Le sentenze della Corte di Cassazione hanno semplicemente ribadito ciò che noi tutti sapevamo e che era già scritto nella nostra Costituzione: non si può imporre il proprio punto di vista ad altri. Per questo, ritengo la decisione di fissare la data della “Giornata nazionale sugli stati vegetativi” proprio al 9 febbraio inopportuna ma soprattutto indelicata.

Nel ringraziarla per la sua lettera, mi auguro che questo paese abbia davvero lo slancio per far valere le ragioni di tutti. Credo di aver già detto e fatto molto. Per me – come lei comprenderà – il 9 febbraio sarà la giornata del silenzio.

Vorrei infine segnalare, l’intelligente spot realizzato dalla CGIL che riporta la discussione sulla scelta individuale. Uno spot che è davvero una ventata d’aria pure. Ci si poteva spingere ancora un poco più in là, titolandolo Io non contringo, ma lascio scegliere, ma è comunque un ottimo messaggio.