Archivio per la categoria ‘mondotondo mondoquadro

Loving Vincent   Leave a comment

Loving Vincent è uno stupefacente progetto che intende raccontare la storia della vita e della misteriosa morte del grande genio della pittura.

Il film – e qui sta lo stupefacente – è interamente realizzato con la tecnica del timelapse: le sue opere più famose prendono vita attraverso le riproduzioni di artisti che dipingono con lo stesso stile di Van Gogh. Dietro ogni frame del film, infatti, si celano 12 dipinti ad olio realizzati a mano!

E’ il primo film realizzato con questa tecnica. Diretto dalla giovane artista polacca, Dorota Kobiela, coinvolge ben 100 artisti. Un vero capolavoro.

Il caso Spotlight   1 comment

20155c3115c56f34cd0-d2f7-43fa-abd6-806224aba71bIl caso Spotlight, film di  Thomas McCarthy in queste settimane nelle sale italiane, racconta la storia vera di un gruppo di giornalisti d’inchiesta del Boston Globe che per primi, su spinta del coraggioso direttore dell’epoca, Martin Baron, dai primissimi anni Duemila scoperchiarono uno dei più grandi scandali mondiali, quello degli abusi dei preti cattolici perpetrati su bambini, costantemente coperti dalle gerarchie e che per questa indagine vinsero il Pulizer nel 2003. Su questo tema e su come la storia avvenne veramente consiglio la lettura di questo articolo de Il Post.

Tutto ciò che poi avvenne, anche in Italia, arrivando a sfiorare perfino il pontefice Ratzinger, che molto probabilmente coprì casi a lui noti, è per merito di questo gruppo di una decina di giornalisti, persone che non hanno piegato il capo neppure quando la storia ha preso una piega che avrebbe fatto tremare i polsi ai più.

E’ tuttavia inevitabile che questo scandalo sia stato scoperchiato nella più solida delle democrazie occidentali, gli Stati Uniti d’America, in grado – come veniamo a conoscenza in questi giorni – di commettere, come Governo, illeciti pesantissimi verso i propri alleati, ma che ha comunque tutti gli anticorpi interni per denunciare se stessa.

Non so se in Italia avremo mai un tale giornalismo. Quel poco che c’era fino a qualche anno fa sta ormai sparendo: le inchieste di Rainws24 sono praticamente introvabili sul sito, mentre Report sembra ormai sempre più l’organo stampa del M5S, insieme al FQ.

Di fatto resta che almeno qualcuno nel mondo che lotta contro l’omertà c’è e ben venga se, dal coraggio di pochi, com’è stato per questo caso, esplode un bubbone che coinvolge un problema che aveva e ha carattere mondiale e che neppure papa Francesco pare interessato a risolvere drasticamente.

450000 bambini senza nome   Leave a comment

L’associazione siciliana Meter, di don Di Noto, ha portato alla luce l’ennesimo server ospitante immagini e video di torture su bambini e addirittura neonati. 

Nel 2014, l’associazione ha scoperto oltre 700000 file, riguardanti almeno 450000 bambini. In un solo anno, quasi mezzo milione di neonati, bambini e fanciulli hanno subito torture e violenze per il compiacimento di sadici di tutto il mondo. Di questi bambini non si sa nulla. 

Stiamo dunque parlando, come riportato nell’articolo, per bocca di don Di Noto, di un vero “crimine contro l’umanità”.

Un silenzioso crimine che si compie nel silenzio, perfino dei media: una notizia tanto clamorosa è stata ad oggi rilanciata solo dal sito MeridioNews

Il coraggio della comunità LGBT ugandese   Leave a comment

Ci sono posti nel mondo dove essere gay significa rischiare non solo lo stigma sociale, ma anche la propria vita.

Uno di questi paesi è l’Uganda, promotrice di leggi terrificanti contro gli omosessuali del proprio paese, poi per fortuna abolite dalla loro corte costituzionale.

Ecco allora che un Pride compiuto in quella terra, in quelle condizioni, in quel contesto sociale ha un che di eroico e merita tutto il nostro rispetto.

Da qualche giorno, abbiamo un qualcosa in più a cui ispirarci e trarre forza.

Siamo capaci di grandi imprese. Insieme.   Leave a comment

SOS Venezuela   Leave a comment

Un amico venezuelano a cui chiedevo via whatsapp informazioni su quanto sta succedendo nel suo paese mi ha segnalato questo video di youtube, dove si trovano anche i motivi delle proteste al regime di Maduro.

Mi chiede di diffonderlo. E’ quello che faccio.

Malala ha vinto   Leave a comment

La BBC propone la prima video intervista della giovane ragazza pakistana colpita dall’odio (o dalla paura?) dei talebani.

La sua voce è serena e determinata, nonostante la convalescenza.

Malala ha vinto sull’odio, sulla follia dell’uomo sull’uomo. Malala ha vinto su un gruppo di uomini adulti, armati, che hanno tentato di ammazzare una ragazzina che aveva la colpa di pensare liberamente.

Una ragazzina di 15 anni ha vinto migliaia di vigliacchi e folli  invasati fondamentalisti religiosi in tutto il mondo, abili osservatori di una fede che però, guarda caso, li pone sempre dalla parte dei più forti, dei più giusti, della ragione.

Oggi, con il volto segnato dalla ferita, questa piccola pakistana ripete al mondo “I want to serve the people and I want every girl, every child, to be educated.” e dà vita al Malala fund.

Grazie Malala.

Un ritorno dell’eroina e del buco per strada?   2 comments

Quand’ero ragazzino, stiamo parlando della seconda metà degli anni Ottanta, avevo una grandissima passione per i fumetti di Diabolik. Con un fidato amico, i sabati pomeriggi eravamo soliti prendere un treno che dal paese in cui abitavamo ci portava a Torino. Lì, in quella che all’epoca ci sembrava una metropoli, ci recavamo in alcune bancarelle di fumetti in via Sacchi, a poche centinaia di metri dalla stazione di Porta Nuova, alla ricerca di numeri mancanti del nostro amato Diabolik. Quella che per noi era già un’avventura, non era in fondo nulla di che. I nostri genitori ci lasciavano andare tranquilli e noi facevamo le prime esperienze sul mondo.
È proprio in quelle trasferte a Torino che ho avuto per la prima volta la consapevolezza di cosa fosse la droga. E del resto, era impossibile non accorgersene. Attorno alla stazione era davvero facile vedere ragazzi e ragazze intenti a bucarsi tra le auto parcheggiate, o strafatti camminare come zombie. Per terra si trovavano sempre siringhe e ricordo che eravamo soliti  fare molta attenzione a dove e come si camminava, per non pestarne o, peggio, cadere sopra una siringa.
Erano in fondo gli anni in cui Luca Carboni cantava “Silvia lo sai, lo sai che Luca si buca ancora”… ma a dirla proprio tutta, non c’era probabilmente una famiglia, nemmeno nei paesi, che non avesse  conoscenza diretta di qualcuno che si era finito nella droga, se non addirittura un parente.

Circa un decennio dopo, mi sono trasferito a Torino. Per quanto riguarda l’eroina ricordo che le cose erano già decisamente cambiate. Era molto più difficile incontrare in giro eroinomani. Le strade si erano ripulite dalle tante siringhe e gli eroinomani si erano spostati, quasi ghettizzandosi, in altri luoghi, tra cui un parco detto, per questa ragione, “Tossic Park”.
Ma al di là di questo, era proprio cambiata la concezione sull’eroina. Era considerata fra noi ventenni una sorta di droga per poveracci, per chi dalla vita non aveva ottenuto che guai (la cocaina, altrettanto pericolosa ma con meno stigma sociale e meno invasiva almeno sul fisico, stava invece prendendo piede, come l’ecstasy. Lo stesso fatto che queste droghe non si iniettino, ma si assumano con altre più facili e immediate modalità, le ha rese assai più fruibili e più “adatte ai tempi”).

Tuttavia, da qualche mese sto notando un ritorno di quei vecchi riti che sembravano ormai dimenticati. Sto rivendendo molte persone far uso di eroina in strada e in alcune vie si stanno già vedendo le siringhe utilizzate. È vero che, almeno a Torino, la giunta Chiamparino ha campiuto molte azioni di ordine pubblico al Tossic Park, letteralmente compiendo sgomberi e transennando il parco, con la conseguenza che, senza vere politiche di prevenzione o quantomeno di riduzione del danno, i consumatori di eroina si sono spinti in altri luoghi e altre zone.
Ma c’è da dire che queste operazioni sono avvenute nel 2009 e oggi siamo nel 2012.
Allora mi domando se la crisi che morde non stia portando molte persone a far uso di quel tipo di droga. Secondo varie fonti rintracciabili in rete, sembrerebbe di sì. E sembrerebbe che i trafficanti di droga stiano puntando ai giovanissimi con una eroina la cui assunzione può avvenire sniffando e non più o solo tramite siringa.
Tuttavia quello che ho potuto appurare personalmente è proprio il ritorno al “buco per strada”, in mezzo alla gente. Le stesse scene che vedevo da ragazzino e che mi lasciavano turbato. Se così è: qualcosa sta cambiando, soprattutto a livello culturale, su questa droga?
Vi siete accorti di qualcosa di simile nelle vostre città?

Pubblicato ottobre 15, 2012 da samuelesiani in mondotondo mondoquadro, torino

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Avercene di sportivi così. Viva Chris Kluwe   1 comment

In un momento in cui in Italia il mondo del calcio va in ansia e dice un sacco di sciocchezze a proposito dei gay, negli Stati Uniti succede invece che un giocatore di football, Brendon Ayanbadejo , dichiara di essere favorevole ai matrimoni gay.

Succede poi, e questo sarebbe successo anche da noi, probabilmente, che le parole dello sportivo vengano criticate da un delegato del Maryland (democratico e afroamericano!!!) che sostiene che gli sportivi non dovrebbero interessarsi a tali questioni e per questo motivo invita il proprietario del team in cui gioca il coraggioso sportivo a “impedire questo tipo di dichiarazioni”.

Succede allora che invece di ritrattare, a fianco dello sportivo ne compare un altro, Chris Kluwe, che scrive una lettera al deputato, una lettera talmente efficace che noi potremmo tranquillamente inoltrare ai vari Fioroni, Giovanardi, Bindi, Binetti, etc. italiani.

La riporto per intero, presa da Il post che l’ha tradotta (ne esiste una versione senza parolacce).

Enjoy it.

Caro Emmett C. Burns Jr.,

Trovo inconcepibile che lei sia stato eletto come delegato dello stato del Maryland. Il suo livore e la sua intolleranza mi imbarazzano, e mi disgusta pensare che lei sia in qualsiasi modo e a qualsiasi livello coinvolto nel processo di formazione delle politiche sociali.

Le posizioni che lei abbraccia ed espone non prendono in considerazione alcuni punti fondamentali, che illustrerò con dovizia di particolari (potrebbe esserle necessaria l’assunzione di uno stagista che la aiuti con le parole più lunghe):

1. Come sospettavo, non ha letto la Costituzione, quindi le vorrei ricordare che il Primo, primissimo emendamento di questo fondamentale documento si occupa della libertà di parola, e in particolar modo delle limitazioni di tale libertà.
Utilizzando la sua posizione istituzionale (facendo riferimento ai suoi elettori in modo da minacciare implicitamente la gestione dei Ravens) per dichiarare che i Ravens dovrebbero «scoraggiare dichiarazioni di questo genere» da parte dei loro dipendenti – nello specifico Brendon Ayanbadejo – non solo lei sta chiaramente violando il Primo Emendamento, ma dimostra di essere una narcisista macchia di merda.

Che cosa mai l’ha fatta diventare così stupido? Mi sconcerta che un uomo come lei, che fa affidamento sullo stesso Primo Emendamento per coltivare i propri studi religiosi senza timore di ritorsioni da parte dello Stato, possa giustificare il soffocamento del diritto alla libertà di espressione di qualcun altro. Chiamare “ipocrita” un uomo come lei sarebbe mancare di rispetto alla parola. “Osceno, assurdo ipocrita del cazzo” è un po’ più appropriato, forse.

2. «Molti dei vostri tifosi non sono d’accordo con questa presa di posizione e ritengono che [questi argomenti] non debbano avere posto nello sport, che dovrebbe riguardare il tifo, l’intrattenimento, l’entusiasmo e nient’altro». Santo cielo, quante stronzate. Ha sul serio detto questa roba, lei che è stato «attivamente coinvolto nelle task force del governo che si sono occupate delle conseguenze culturali e sociali della schiavitù in Maryland» (come recita la sua voce di Wikipedia, ndt)? Non ha mai sentito parlare di Kenny Washington? Di Jackie Robinson? Nel 1962 la NFL prevedeva ancora la segregazione razziale, che è stata spazzata via grazie a atleti e allenatori coraggiosi che hanno osato esprimere il loro parere e fare la cosa giusta.
E nonostante tutto questo lei è capace di dire che la politica e le questioni politiche «non dovrebbero avere un posto nello sport»? Non so neanche da dove cominciare per immaginare la dissonanza cognitiva che con ogni probabilità sconvolge in questo momento la sua mente confusa e marcia, e la ginnastica mentale con cui il suo cervello si è contorto fino a produrre una dichiarazione così assurda da meritare una medaglia d’oro olimpica (il giudice russo sicuramente le darebbe 10, per “bellissimo repressivismo”).

3. Questo è più un mio dubbio personale. Ma perché odia la libertà? Perché odia il fatto che altre persone vogliano avere la possibilità di vivere le loro vite ed essere felici, anche se la pensano in modo diverso dal suo, o si comportano in modo diverso? In che modo, in che forma, la riguarda il matrimonio gay? In che modo influisce sulla sua vita? Teme che se il matrimonio gay diventasse legale, lei comincerebbe all’improvviso a pensare al pene? «Oh merda, il matrimonio gay è stato approvato, devo subito correre a farmi sfondare di cazzi!». Ha paura che tutti i suoi amici diventino gay e non vengano più la domenica a vedere le partite da lei? (Comunque è improbabile, dato che anche ai gay piace guardare il football).

Posso assicurarle che il matrimonio gay non avrà alcun effetto sulla sua vita. I gay non verranno a casa sua a rubare i suoi figli. Non la trasformeranno magicamente in un lussurioso mostro mangiacazzi. Non rovesceranno il governo in un’orgia di edonistica dissolutezza soltanto perché all’improvviso avranno gli stessi diritti del 90 per cento della nostra popolazione – diritti come le indennità della previdenza, agevolazioni fiscali per chi ha figli, i permessi familiari o i congedi per malattia per prendersi cura dei propri cari, e l’assistenza sanitaria estesa a coniugi e figli. Sa che cosa farà ai gay il fatto di avere questi diritti? Li renderà cittadini americani a tutti gli effetti, proprio come tutti gli altri, con la libertà di perseguire la felicità con tutto ciò che questo comporta. Le dicono niente le battaglie per i diritti civili degli ultimi 200 anni?

In conclusione, spero che questa lettera, in qualche modo, la porti a riflettere sulla dimensione del colossale casino che lei ha spudoratamente scatenato ai danni di una persona il cui solo crimine è stato esporsi per qualcosa in cui credeva. Buona fortuna per le prossime elezioni, sono certo che ne avrà bisogno.

Cordialmente,
Chris Kluwe

P.S. Mi sono dannatamente esposto sulla questione del matrimonio gay, quindi può anche prendere il suo «non sono a conoscenza di altri giocatori della NFL che abbiano fatto quello che fa Ayanbadejo» e ficcarselo nella sua piccola boccaccia priva di empatia, strozzandocisi. Stronzo.

La reazione di un bambino di fronte ad una coppia gay   2 comments

Alla faccia di Giovanardi, della Bindi, dei ciellini e in generale di tutti i baciapile. E pure di mia sorella.

Perché un bambino non ha sovrastrutture mentali, né pregiudizi. Impara a conoscere il mondo empiricamente, da quello che vede. E se nessuno ci appiccica etichette negative, questo è risultato (e l’invito finale è la cosa più bella).