Archivio per l'etichetta ‘1984

I soldi delle armi si trovano!   1 comment

Cari amici blogger o anche solo casuali lettori, il post di oggi per invitarvi a sostenere firmando e facendo un po' di passa parola per una causa che reputo estremamente importante.

Non c'è bisogno di ricordare come si sia in ristrettezze economiche, e tuttavia il nostro Parlamento sta per votare una finanziaria che tra lacrime e sangue su cultura, istruzione, sanità, non lesina invece sulle spese militari che salirebbero alla folle cifra di 25 miliardi di euro, complica l'acquisto scellerato di 130 cacciabombardieri F-35.

La Rete italiana per il disarmo e Sbilanciamoci hanno promosso una tavola rotonda nella giornata di ieri. Nel frattempo possiamo firmare questa petizione facendo sapere ai parlamentari il nostro disaccordo.

Per chiudere, vorrei citare le parole di Francesco Vignarca, autore di "Caro armato" e coordinatore della Rete italiana per il disarmo: "Il nostro è uno dei primi sei paesi al mondo per spese militari. Sfioriamo i 16 miliardi l'anno e oltre 5 di questi miliardi vengono dal Ministero dello Sviluppo Economico che vengono dati alle aziende militari sotto varie forme, per cui si tenta di sviluppare, ma soprattutto l'industria bellica". 

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Pubblicato novembre 25, 2010 da samuelesiani in Senza categoria

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Camuflaje: una tecnologia esistente?   4 comments

Girando per la rete, mi sono imbattuto in questo video decisamente inquietante (vedi da 3′ e 0”). Ora, è vero, non è vero? Nei commenti ci sono già cori di fake. Del resto, potrebbe essere un video propagandistico.


Ma torno alla domanda: è credibile pensare che esista una tecnologia già oggi in grado di fare quanto si vede chiramente nel video?

Pare che studi su materiali in grado di piegare la luce siano ampiamente in corso, come testimoniato da questo articolo di Nature.

Tuttavia, ho il sospetto che in ambito militare, come in quello dell’intelligence, molte tecnologie che noi oggi consideriamo fantascientifiche siano già in uso o semmai in fase di prova.
E comunque molto, molto più avanti delle ricerche civili.

Pubblicato luglio 11, 2010 da samuelesiani in Senza categoria

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2053   3 comments


"2053" è il numero degli ordigni nucleari esposi in varie parti del mondo. dal 1945 al 1998.

Il giapponese  Isao Hashimoto autore di questo multi media art-work dal titolo "1945 – 1998" (2003), ci mostra luoghi, nazioni e tempi di tutte quelle esplosioni, in quello che sembra un videogioco da bar degli anni ’80.

Penso che questo lavoro potrebbe piacere anche a Malvino.

Pubblicato giugno 29, 2010 da samuelesiani in Senza categoria

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Giovanardi e la strage di Ustica   Leave a comment

Non c’è limite all’impudicizia, né mi ci abituerò mai. Questo è stato il mio primo pensiero, appena tornato da Napoli (su cui vorrei spendere qualche parola in futuro), dopo aver saputo delle parole di Giovanardi a qualche giorno dal trentennale della Strage di Ustica.


Giovanardi principe di quella pietas che abbiamo riscontrato in tante occasioni, dalla questione sulle droghe, al caso Englaro, alle coppie di fatto, all’oscenità detta su Cucchi; Giovanardi, perfetto esponente dell’etica di questo fottuto Governo di palazzinari, puttanieri e vescovi (e vari mix dei tre); Giovanardi, campione di quel cattolicesimo, quello che piace ai potenti e agli spietati, ai feroci, ai Giuliano Ferrara e alle Roccella; Giovanardi il sottosegretario alla presidenza del consiglio, neppure in grado di leggere la sentenza del 1999 del giudice Priore su Ustica.


Una sentenza parla chiaro: nei cieli sopra Ustica ci fu una vera azione militare che coinvolse molto probabilmente francesi e libici. Sentenza avvalorata per altro dalle parole dell’ormai folle Cossiga e che fanno ritenere che in quegli anni di guerra fredda, con il mondo spaccato in due e qualche canaglia che ronzava in mezzo  gli italiani erano, allora come oggi, ambigui e in affari con chiunque. Così la strage avvenne e con parti dello stato che protessero i francesi, altre Gheddafi (si veda a questo proposito l’intervista dell’avvocato Carlo Palermo).

 

Ragione di Stato o vigliaccheria? Preciso calcolo politico?

 

Resta un’ultima considerazione: dopo trent’anni, negli Stati Uniti o in Gran Bretagna gli archivi si aprono. Da noi, con un premier che bacia l’anello di Gheddafi, gli archivi resteranno ancora  drammaticamente sigillati. E quel corpo morto fotografato senza pudore in mezzo al mare, continua il suo viaggio senza giustizia.

La tortura in Italia   1 comment

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Alcuni giorni fa, l’Italia non ha accettato di introdurre una definizione esplicita di "tortura" nel Codice penale, così come raccomandato dal Consiglio diritti umani dell’Onu che a febbraio ha esaminato la situazione italiana.

Questa è una pessima notizia e per comprenderlo, non credo sia neppure necessario scomodare le sconvolgenti testimonianze raccolte e tecnologici dall’Associazione Italiana Scientifica e Giuridica contro gli abusi mentali, fisici e tecnologici che ho più volte linkato in passato.

Basta anche solo riflettere su alcuni casi della storia recente del nostro paese. Penso al caso della missione di pace Ibis in Somalia nel 1993, denunciato da Panorama nel 1997, dove militari furono fotografati nell’atto di torturare alcuni somali; penso alla scuola Diaz durante il G8 del 2001, per esempio (inciso: è di oggi la notizia che De Gennaro, all’epoca capo della polizia – e oggi a capo dei servizi segreti – è stato condannato in appello a 1 anno e 4 mesi per falsa testimonianza), nella quale si è svolto un perfetto esempio di sospensione della democrazia e dello stato di diritto, dove persone inermi sono state tenute in piedi, private del sonno, minacciate con armi, costrette a cantare inni fascisti per il diletto dei carcerieri; o al più recente caso di Stefano Cucchi, morto ammazzato da percosse, in carcere, con bruciature di sigarette sul corpo. (E questi sono solo alcuni casi visibili e noti all’opinione pubblica).

Di cosa stiamo parlando, se non di casi di tortura in tempo di pace?

 

Senza contare che, secondo la denuncia di Amnesty International, nel nostro paese (come in altri paesi europei), esistono scappatoie legali che permettono ad aziende di commercializzare strumenti che non hanno altro scopo se non quello di infliggere torture e maltrattamenti: si parla, per esempio, di manette o manicotti in grado di rilasciare scariche elettriche su malcapitati (ma internet permette abbastanza facilmente di recuperare vere e proprie armi).

 

Se poi si vuole comprendere in quali e quanti ambiti possa essere riconoscibile il fenomeno della tortura nel nostro paese, credo possa essere utile la lettura della ricerca realizzata nel 2005 dall’Agenzia di Ricerche Economiche e Sociali, ares2000, che ha per titolo Le cifre della tortura in Italia. Qui, si riconosce come il fenomeno sia più vasto e subdolo di quanto possa apparire, specie per le forme più sofisticate e moderne [nelle quali] si naviga perlopiù nel sommerso, nell’impalpabile. In esso vengono analizzati vari campi: dal mobbing sul lavoro (forma soft di tortura), al carcere; dalla questione clandestini (detta tortura indiretta) ai casi di tortura in centri di assistenza su malati o anziani; dai casi politici (si è detto del G8) anche più subdoli compiuti su cittadini inconsapevoli. Su questo ultimo aspetto è utile ricordare l’operazione MKULTRA (di cui ho già parlato) per il quale si è pubblicamente scusato Clinton e chiedersi se in Italia non sia successo e succedano, anche oggi, cose di questo tipo: come il caso di Paolo Dorigo (qui è spiegata la sua storia) e di molti altri cittadini, le cui testimonianze sono raccolte nella sua Associazione vittime armi elettroniche.

 

Vorrei concludere con un brano di un saggio anche questo reperibile in rete: Il crimine di tortura e le responsabilità internazionali dell’Italia, del Centro Studi Difesa Civile a firma di Matteo Elis Landricina:

La tortura è uno strumento di sopraffazione dell’uomo sull’uomo e soprattutto dello Stato sull’uomo.

 

E’ per questo motivo che si permette una tale ignobile lacuna nel nostro ordinamento giuridico: nullun crimen, nulla poena sine praevia lege poenali ?

Canadian's genocide   3 comments

Non era il solo, Malvino, ad aver trascurato quella scioccante notizia del genocidio canadese. Io l’avevo riportata sul mio blog contenitore, e poi l’avevo abbandonata lì.
Non gli avevo neppure scritto per chiedergli di approfondire la cosa, come talvolta, su altro, ho fatto.

Quindi siamo almeno in due: senso di colpa, vergogna.

Oppure – forse una giustificazione, forse no – ci sono cose talmente feroci che richiedono una lenta elaborazione. Talmente grosse da apparire subito indigeribili. [Per me, una sensazione analoga l’ha creata la storia di Regina Louf, vittima-testimone di un circuito di pedofili. Ci ho messo anni a tradurne il testo, oggi in attesa che se ne possa fare una stampa in lingua italiana. E tempo, per scriverne sul mio blog.]

Ma tornando al caso canadese, mi affido alle parole di Luigi:

Parliamo di 50.000 bambini morti nelle scuole residenziali cattoliche del Canada tra il 1922 e il 1994, parliamo di torture e abusi sessuali, di una incredibile sequenza di crudeltà durata per tre quarti di secolo, con la complicità del governo canadese. Scariche elettriche alla testa, agli arti e ai genitali, aghi infilati in mani, guance, lingue, orecchie e genitali, docce gelate, somministrazione di cibi avariati, percosse, stupri, incredibili violenze fisiche e psicologiche, e tutto ai danni di bambini anche di soli 5 anni, con una sola colpa: essere indiani nativi, refrattari al cristianesimo.
Un orrore senza fine, l’ennesimo di quelli consumati dalla più schifosa razza che mai abbia abitato la terra, quella dei preti cattolici. Un altro capitolo di violenza ai danni di minori che tornano a galla dall’inabissamento in capsule di omertosa complicità.

Il documentario potete trovarlo su Malvino o qui.

Che fine ha fatto la pandemia di H1N1?   3 comments

Questa sera tarda su La7 dovrebbe esserci un’inchiesta sull’influenza H1N1, oggi caduta nell’oblio. Purtroppo non riesco a recuperare il programma, forse Reality, ma non ne sono certo. Di sicuro si troverà nel sito de La7 da dai prossimi giorni.

Intanto, per riflettere un po’, qualche articolo:

Per prima cosa chi ci ha giovato di più:
Novartis, bilancio record grazie alla pandemia.

Quindi, il ruolo non proprio cristallino dell’OMS, accusata di aver pompato il caso in accordo con le lobbies farmaceutiche:
H1N1 e vaccini, partono le inchieste sull’OMS.

Infine, per tornare a casa nostra, la gestione vergognosa della vicenda da parte del Governo Berlusconi:
Un’influenza trattata in silenzio, un articolo di Nerina Dirindin, docente  di Economia Pubblica all’Università di Torino, che ci parla anche dell’uso del segreto di stato.

Il virus H1N1 festeggia in questo inizio di nuovo annoi suoi primi dodici mesi di vita e lo fa con un bilancio pieno di sorprese, del dott. Carlo Stanislao, in particolare, nel riferimento al fatto che si vogliono donare i vaccini in più ai paesi del sud del mondo… Non solo inutile, ma dannoso.

Il ministro Sacconi e il conflitto d’interessi sull’influenza suina, un caso tanto scandaloso, quanto quello del ministro/imprenditore Lunardi nei confronti della TAV.

L’influenza H1N1 ha fatto un gran bene. Alle aziende farmaceutiche di tutto il mondo. Le gravi responsabilità dei media. Chi ha manipolato le notizie?, ultimo articolo, ottimo, che tratta anche delle responsabilità dei media e la resistenza dei medici di base.

Buona lettura.

Pubblicato gennaio 31, 2010 da samuelesiani in Senza categoria

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