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"Ultimi preparativi aspettando il treno", una foto di Luca Gabriele Perrone   3 comments

Con la foto che vedete qui sopra, il mio amico Luca ha vinto una menzione speciale della giuria nel concorso fotografico internazionale Ferrovie ed integrazione: identità e culture di un'Europa multietnica, promosso dal Progetto ImmigrazioneOggi Onlus e dalle Ferrovie Italiane e da altre europee.

In questi giorni sono a Roma. Oggi per assistere alla sua premiazione, alle 18 alla stazione Ostiese e all'inaugurazione della mostra itinerante che quindi viaggerà per l'Europa, toccando il Belgio, la Francia, la Polonia, Spagna e Lussemburgo.

Altre foto le trovate su Repubblica, qui.

Bravo Lu!

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Paratissima: quando Torino assomiglia a Berlino.   Leave a comment

 

 


Ancora fino a domani, in risposta all’istituzionale Artissima, il quartiere più multietnico di Torino, San Salvario, alle spalle della stazione Porta Nuova, si trasforma in  un palcoscenico dell’arte contemporanea indipendente e della creatività, coinvolto e stravolto da Paratissima.
Ogni luogo diventa utile a questo evento off: locali, ristoranti, gallerie, negozi. Ma anche i muri delle case, i cortili interni, le stesse strade e le piazzette. Perfino un cinema a luci rosse, il Maffei, diventa luogo d’esposizione; l’asilo Bay, simbolo della multiculturalità di Torino, che presenta i lavori dei bimbi realizzati con gli artisti del quartiere; gli ex Uffici FIAT di Corso Marconi 10,  diventati per l’occasione una sede espositiva per artisti internazionali.
Gli spettatori – tantissimi e giovani, molti gli stranieri – girovagano per strada, seguendo la cartina degli eventi o più facilmente perdendosi tra i vicoli tra esposizioni e performance. In ogni angolo si intravedono capannelli di persone e altro non resta da fare che buttare un occhio, lasciarsi guidare dalla curiosità.
Paratissima è uno degli eventi più ricchi di energia e frizzanti che avvengono in città.
Davvero, per un lungo weekend, non sembra nemmeno di essere in Italia.

PS per capire come può nascere un evento di Paratissima, potete buttare un occhio al gruppo Me ne frigo, su Fb.  Qui sopra, il mio scatto preferito.

Pubblicato novembre 6, 2010 da samuelesiani in Senza categoria

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Chi crede in dio se lo preghi e se lo paghi (*)   2 comments

"Strana gente gli italiani", scriveva questa mattina un amico su Fb. "Tutti pronti a professarsi cattolici,  quando si parla di diritti ai gay, e poi a ferragosto vanno a farsi le gite fuori porta, disertando le chiese, dimenticandosi che il 15 agosto – proprio per loro – dovrebbe essere in primo luogo una festa religiosa".

Quanto ha ragione! E mentre da noi si consuma, dunque, l’ennesimo annuale paradosso, dalla Gran Bretagna arriva una straordinaria lezione.

I paesi sviluppati e non retrogradi e come il nostro, infatti, non sono così ben disposti ad accettare di buon grado le manfrine papali. Anzi. Gli echi sugli abusi commessi dai preti e ben celati dal Vaticano, non sono cessati. Così come pare non si dimentichino le rabbiose affermazioni contro gay o sull’aborto o le recenti assurde regole scritte nel diritto canonico, in cui si equipara come gravità, abuso sui minori ed ordinazione di una donna..

Insomma, nelle terre non ubriacate dalla scaramanzia, sono pronti a fare il culo al pastore tedesco e alla sua cricca. E a farlo anche in tribunale (tanto è vero che da tempo si parla di un’azione legale contro il papa in cui lo si vorrebbe accusare di crimini contro l’umanità, sfruttando il principio che portò l’arresto a Londra di Pinochet nel 1998) o con manifestazioni e petizioni (e penso al gruppo Protest the pope, pronto a bloccare il corteo papale..).

Ma in Gran Bretagna sta avvenendo qualcosa di più. Qualcosa che ad un parassita fa male ben più di qualsiasi critica e che è perfettamente sintetizzata nel titolo.

Bambole, i rubinetti sono chiusi! Le autorità non pagano la macchina da circo papale e sono i fedeli a dover aprire i borsellini. E guarda un po’, si fatica a raccogliere i soldini! Ma come? Dov’è la carità cattolica?

Così da oltre la Manica ci arriva un ultimo insegnamento. Che i veri cattolici sono pochi e non sono evidentemente disposti a spendere per una visita papale. Va bene se a pagare è lo Stato, diversamente, può pure stare dov’è.

(*) Da un cartello in una manifestazione anticlericale.

The Irrepressibles   2 comments

Certo che è un’estate bella strana, questa.
Non c’è il pittbull seriale nei tg e neppure le micro auto killer. Non c’è neppure il classico tormentone estivo. E il clima è decisamente bizzarro, roba che si passa da 20 gradi con pioggia a 40 con afa da paese subtropicale.

Non so perché ho fatto questa premessa, fatto sta che in questa strana estate, su suggerimento di un amico, ho fatto una eccezionale scoperta musicale.


Si tratta di The Irrepressibles, ensemble londinese di dieci musicisti d’orchestra. La loro musica si muove tra l’ambient, il chamber pop, l’alternative e richiamano echi di Antony and the Johnson (la voce del solista è decisamente simile), David Bowie, Kate Bush.


Ciò che poi mi colpisce molto è la loro teatralità e una malinconia tipica del circo e della clowneria, elementi per i quali il Sunday Times ha scritto di loro come di "un incantevole spettacolo teatrale pop".
 
Il loro primo album si chiama "Mirror Mirror". Il 3/4 novembre saranno a Roma, al Palladium. Non è detto che non me li vada a vedere. Qui sotto, invece, forse la canzone più bella dell’album. Che tra l’altro è una straziante canzone d’amore di un uomo per un altro uomo e sono quasi certo che sia un omaggio a questo film

Pubblicato agosto 5, 2010 da samuelesiani in Senza categoria

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Dimmi chi escludi, ti dirò chi sei   2 comments

Come Malvino, considero don Gallo utile alla chiesa dei cardinali e dei papi. La sua presenza legittima a dire che non c’è solo il Vaticano, non ci sono solo i vescovi. Il che è pure vero. Ed è questo il grande potere della chiesa. Il suo saper essere tutto e il contrario di tutto. E il motivo per cui ho sempre pensato che se deve esserci una rivoluzione, quella può avvenire solo nel gregge. Ma come può ribellarsi un gregge?

Ma tornando a don Gallo – e visto che scenderò a Napoli per il Pride e nella speranza di incontrare proprio il Malvino – il prete genovese ha scritto una lettera al Comitato 19 giugno che ha organizzato il Pride dei Diritti a Torino.

Per la sua bellezza, credo valga la pena leggerla per intero:

MESSAGGIO DI DON ANDREA GALLO al Torino Pride

Fondatore COMUNITA’ SAN BENEDETTO AL PORTO Genova

Cari Ragazzi,

Avrei voluto essere con voi, oggi, per le strade di Torino a cantare,ballare con gioia e allegria per tutto il lungo e festoso corteo.

Ma un povero vecchio prete come me ultraottantenne non può più riuscirvi.

Tuttavia la Comunità San Benedetto al porto ha voluto essere presente a questa grande giornata di orgoglio e di diritti per i quali oggi avete manifestato.

I miei ragazzi , il Coordinamento Trans Silvia Ryvera rappresentato da Regina Satariano,l’Associazione Princesa di Genova con Sandra e Sara,si sono uniti per dare un contributo a questa giornata.


La nostra Comunità da quarant’anni è sempre stata aperta a donne e uomini transessuali e omosessuali , di diverso ceto sociale e formazione culturale.
Abbiamo ascoltato testimonianze sofferte, meditate,oneste,complesse,assolutamente non polemiche in costante ricerca di dialogo per uscire da una pesante emarginazione e con le ferite gravi del disprezzo.

Qualche volta però stupite, se non deluse e pieni di desiderio di trovare amore evangelico nella Chiesa.

Il Catechismo della Chiesa Cattolica (1992) afferma: “un numero non trascurabile di uomini e donne presenta tendenze omosessuali innate. Costoro non scelgono la loro condizione omosessuale. (n.2358).


Sgomberato il campo da tanti pregiudizi, desidero rivolgere un appello al Vescovo,alla Chiesa che è in Torino, sintetizzato su tre obiettivi: accoglienza, riflessione, dialogo per gay, trans, lesbiche.

Sapere tenere insieme il rispetto delle diversità, e la gioia di ritrovare sintonie, credo sia il segreto di una buona convivenza, nella Famiglia come nella relazione amicale ,nella Società come nella Chiesa.


Pride vuol dire anche basta all’omofobia e alla tranfsobia che in Italia imperversa.

Alla mia amata Chiesa chiedo un dinamismo nuovo: non si può non rispondere alle richieste di dialogo della comunità GLBTQ. L’Italia è una repubblica democratica e laica; c’è libertà di coscienza e religiosa. È necessario ripartire dai diritti di tutti, per passare dalla solitudine alla festa.

Vorrei gridare, ballare con voi oggi, abbracciarvi tutti uno per uno.

Vi saluto sventolando la bandiera multicolore dell’arcobaleno e chiedendo a tutti coloro quelli che stanno a guardare:


DIMMI CHI ESCLUDI E TI DIRO’ CHI SEI!

CIAO!

Don Andrea Gallo

Prete da Marciapiede

Genova 18 Giugno 2010

 

Pubblicato giugno 22, 2010 da samuelesiani in Senza categoria

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avaaz.org   Leave a comment

Ho scoperto questo sito e ve lo segnalo.

Avaaz.org è un sito di petizioni online. Ce ne sono già molti, ma questo è il mio primo aperto a cittadini di tutto il mondo e in più lingue.

Buone firme.

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L'amore vince sempre sull'odio   Leave a comment

Pubblicato maggio 17, 2010 da samuelesiani in Senza categoria

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