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Mubarak, Bel Ali, ora e’ il turno di seyed Ali   Leave a comment

Inaspettatamente l’onda della protesta dal Mediterraneo è arrivata in Iran. Oggi, nonostante la dittatura di Ahmadinedjad abbia cercato di oscurare internete, sono giunte in Occidente le immagini della folla in protesta così simili a quelle viste in queste settimane in tutto il Maghreb.

E anche in quel caso è una folla di giovani che nulla hanno a che vedere con le ideologia. Anzi, nel caso dell’Iran, sono probabilmente tutti nati (o almeno la maggior parte) dopo la rivoluzione del 1979 che ha rovesciato lo Scià.

Non conoscono null’altro, quindi, che la Repubblica Islamica e, a quanto pare, si sono rotti le balle.

Pare – e qui sta la vera novità della contestazione – che per la prima volta oggetto della protesta sia non solo il presidente pretino, ma anche il vero male del paese: gli Ayatollah cui veniva rivolto il grido: “Mubarak, Bel Alì, ora è il turno di seyed Ali” (la guida suprema iraniana, Ali Khamenei, di cui Ahmadinejad è semplice emanazione politica).

Buttati giù loro, buttato giù l’ostacolo per la libertà e la laicità.

Siti utili: Persian2English e Hrava.

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