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Mubarak, Bel Ali, ora e’ il turno di seyed Ali   Leave a comment

Inaspettatamente l’onda della protesta dal Mediterraneo è arrivata in Iran. Oggi, nonostante la dittatura di Ahmadinedjad abbia cercato di oscurare internete, sono giunte in Occidente le immagini della folla in protesta così simili a quelle viste in queste settimane in tutto il Maghreb.

E anche in quel caso è una folla di giovani che nulla hanno a che vedere con le ideologia. Anzi, nel caso dell’Iran, sono probabilmente tutti nati (o almeno la maggior parte) dopo la rivoluzione del 1979 che ha rovesciato lo Scià.

Non conoscono null’altro, quindi, che la Repubblica Islamica e, a quanto pare, si sono rotti le balle.

Pare – e qui sta la vera novità della contestazione – che per la prima volta oggetto della protesta sia non solo il presidente pretino, ma anche il vero male del paese: gli Ayatollah cui veniva rivolto il grido: “Mubarak, Bel Alì, ora è il turno di seyed Ali” (la guida suprema iraniana, Ali Khamenei, di cui Ahmadinejad è semplice emanazione politica).

Buttati giù loro, buttato giù l’ostacolo per la libertà e la laicità.

Siti utili: Persian2English e Hrava.

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Una pagina di storia   Leave a comment

In Egitto è stata scritta una pagina di Storia. Nella mia vita di 36enne, non ne avevo mai vista una in diretta. Arrivano parole rotte dal pianto e grida di felicità per l’abbandono del dittatore.

E’ stata scritta una pagina di storia, come ha detto Obama, con la forza della non violenza di questo popolo di ventenni che non ha abbandonato la piazza, vero cuore pulsante della rivoluzione.
Una delle testimonianze che più mi aveva colpito era quella di una ragazza che diceva che non potevano più tornare a casa, per la paura di venire presi dalla polizia. E allora restavano ad oltranza nella piazza, presidiata anche dagli occhi delle televisioni del mondo (e forse è anche per questo che non siè consumata in un bagno di sangue).

Internet ha svelato le sue potenzialità e ora, le dittature, ne avranno ancora più timore.

Guardo all’Egitto con fiducia. Sono certo che quei giovani e quelle giovani non permetteranno la salita al potere dei fondamentalisti islamici, perché quella piazza era davvero eterogenea e non guidata dal fanatismo religioso. E sempre a loro in compito di far sì che né l’Iran, né Hamas mettano il cappello su una rivoluzione che nulla ha a che fare loro.

Grazie a quei ragazzi che ci hanno insegnato – anche con la morte – che un mondo migliore è possibile.

(le foto, in alto e molte altre, le trovate su questo ottimo blog)

Una testimonianza dall’Egitto   1 comment

In questo video di Repubblica, la testimonianza telefonica di Gianluca Solera, fratello di una mia cara amica, che da anni vive in Medio Oriente (e già autore di Muri, lacrime e za’tarstorie di vita e voci dalla Palestina).Il suo intervento è di qualche giorno fa, per cui le cose sono ulteriormente cambiate in questi ultimi giorni.

Quello che preoccupa è che la polizia sia completamente scomparsa dai quartieri e che quindi ci siano le condizioni per creare il caos e il disordine che giustifichi un ritorno all’uso delle forze dell’ordine da parte del governo”.

La bellissima immagine arriva da questo ottimo blog.