Archivio per l'etichetta ‘Prostituzione

E fatti una risata!   4 comments

Hai passato una giornata di merda? Ti sei svegliato con la luna di traverso? E’ da giorni che non te ne va una dritta?

Fermati un attimo e fatti una risata. Leggiti l’auto-intervista della consigliera Nicole Minetti sul suo sito ufficiale che inizia così:

Si è scritto tanto su di lei. Ma pochi l’hanno conosciuta davvero.
Che sia una ragazza semplice e generosa lo si capisce subito dai tratti del suo viso.

Da leggere tutto e torna subito il buon umore.

Pubblicato febbraio 10, 2011 da samuelesiani in frivolezze, povera patria

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Marrazzo, atto secondo.   7 comments

Del caso Marrazzo, il fatto più importante riguarda la morte della giovane trans Brenda e dello spacciatore coinvolti nel caso – fatto ancora avvolto nell’ombra e quasi archiviato, forse per la poca importanza delle vittime.

E tuttavia, già all’epoca, si era molto discusso tra i blog che leggo di un secondo livello della faccenda, che potremmo definire sociale e riguardava come l’interessato aveva ammesso la cosa e come il paese l’aveva compresa.

Dal mio punto di vista, Marrazzo aveva fatto bene a lasciare la carica del Governatore del Lazio, ma solo ed unicamente per il fatto che la sua vita sessuale aveva messo a rischio e si era pasticciata con la sua carica politica, divenendo, per altro, ricattabile.

Quindi si era allontanato dalla scena politica chiedendo scusa alla famiglia e nascondendosi in un monastero dove avrebbe probabilmente ottenuto la grazia dalla madonna.

Pensate invece che bello se avesse risposto con un “mi scuso con la mia famiglia e con i cittadini del Lazio, perché la mia vita sessuale si è ripercossa negativamente sulla mia vita famigliare e politica e tuttavia non permetto a nessuno di giudicarmi per le mie preferenze sessuali!“.

[Io avrei preferito un “Io e mia moglie ci amiamo, ci rispettiamo e siamo una coppia solida. lei ha degli amanti, io pure, e non ammettiamo che nessuno ci giudichi per le persone – maggiorenni e consenzienti – con cui decidiamo di fare sesso: siano essi uomini, donne o transessuali“. Ma dopo duemila anni di Chiesa cattolica, una tale presa di posizione è impossibile.]

E’ di ieri la notizia, che Marrazzo è stato di nuovo fermato con una transessuale. Il paese ipocrita e bigotto (ma anche fortemente eccitabile dalla pruderie) sarà ben lieto di leggere i titoli dei giornali che dicono che “ci è ricascato”, come fosse un vizietto, anziché una semplice preferenza sessuale (anche in questo caso, come per B, non saremo in grado di aprire una sana discussione sull’amore a pagamento, come già scriveva Malvino in un post che tra i mille, non riesco a ritrovare).

Marrazzo oggi ha l’opportunità di dare uno schiaffo ai benpensanti, agli ipocriti, alle pecore addestrate dalla stramaledetta Chiesa cattolica. Se lo farà, avrà tutta la mia stima. Diversamente, resterà quello che è stato finora. Il classico italiano vile, ignobile, ipocrita, cattolico, qual è, in fondo, la maggioranza del paese.

Il silenzio dei padri per le notti di Arcore. Uno scritto di Claudio Fava.   8 comments

Questo scritto di Claudio Fava è quanto di meglio abbia letto sulle notti di Arcore, sulle sue ragazzine e, soprattutto, sui loro padri.
Buona lettura.


Il silenzio dei padri per le notti di Arcore.

Non solo il cavaliere, non solo le ragazzine, non solo le maitresse e gli adulatori, non solo gli amici travestiti da maggiordomi, le procacciatrici di sesso, i dischi di Apicella e la lap dance in cantina: in questa storia da basso impero ci sono anche i padri. E sono l’evocazione più sfrontata, più malinconica di cosa sia rimasto dell’Italia ai tempi di Berlusconi. I padri che amministrano le figlie, che le introducono alla corte del drago, le istruiscono, le accompagnano all’imbocco della notte. I padri che chiedono meticoloso conto e ragione delle loro performance, che si lagnano perché la nomination del Berlusca le ha escluse, che chiedono a quelle loro figlie di non sfigurare, di impegnarsi di più a letto, di meritarsi i favori del vecchio sultano. I padri un po’ prosseneti, un po’ procuratori che smanacciano la vita di quelle ragazze come se fossero biglietti della lotteria e si aggrappano alle fregole del capo del governo come si farebbe con la leva di una slot machine…Insomma questi padri ci sono, esistono, li abbiamo sentiti sospirare in attesa del verdetto, abbiamo letto nei verbali delle intercettazioni i loro pensieri, li abbiamo sentiti ragionare di arricchimenti e di case e di esistenze cambiate in cambio di una sveltina delle loro figlie con un uomo di settantaquattro anni: sono loro, più del drago, più delle sue ancelle, i veri sconfitti di questa storia. Perché con loro, con i padri, viene meno l’ultimo tassello di italianissima normalità, con loro tutto assume definitivamente un prezzo, una convenienza, un’opportunità.

Ecco perché accanto ai dieci milioni di firme contro Berlusconi andrebbero raccolti altri dieci milioni di firme contro noi italiani. Quelle notti ad Arcore sono lo specchio del paese. Di ragazzine invecchiate in fretta e di padri ottusi e contenti. Convinti che per le loro figlie, grande fratello o grande bordello, l’importante sia essere scelte, essere annusate, essere comprate. Dici: colpa della periferia, della televisione, della povertà che pesa come un cilicio, della ricchezza di pochi che offende come uno sputo e autorizza pensieri impuri. Balle. Bernardo Viola, voi non vi ricordate chi sia stato. Ve lo racconto io. Era il padre di Franca Viola, la ragazzina di diciassette anni di Alcamo che, a metà degli anni sessanta, fu rapita per ordine del suo corteggiatore respinto, tenuta prigioniera per una settimana in un casolare di campagna e a lungo violentata. Era un preludio alle nozze, nell’Italia e nel codice penale di quei tempi. Se ti piaceva una ragazza, e tu a quella ragazza non piacevi, avevi due strade: o ti rassegnavi o te la prendevi. La sequestravi, la stupravi, la sposavi. Secondo le leggi dell’epoca, il matrimonio sanava ogni reato: era l’amore che trionfava, era il senso buono della famiglia e pazienza se per arrivarci dovevi passare sul corpo e sulla dignità di una donna.

A Franca Viola fu riservato lo stesso trattamento. Lui, Filippo Melodia, un picciotto di paese, ricco e figlio di gente dal cognome pesante, aveva offerto in dote a Franca la spider, la terra e il rispetto degli amici. Tutto quello che una ragazza di paese poteva desiderare da un uomo e da un matrimonio nella Sicilia degli anni sessanta. E quando Franca gli disse di no, lui se l’andò a prendere, com’era costume dei tempi. Solo che Franca gli disse di no anche dopo, glielo disse quando fece arrestare lui e i suoi amici, glielo urlò il giorno della sentenza, quando Filippo si sentì condannare a dodici anni di galera.

Il costume morale e sessuale dell’Italia cominciò a cambiare quel giorno, cambiò anche il codice penale, venne cancellato il diritto di rapire e violentare all’ombra di un matrimonio riparatore. Fu per il coraggio di quella ragazzina siciliana. E per suo padre: Bernardo, appunto. Un contadino semianalfabeta, cresciuto a pane e fame zappando la terra degli altri. Gli tagliarono gli alberi, gli ammazzarono le bestie, gli tolsero il lavoro: convinci tua figlia a sposarsi, gli fecero sapere. E lui invece la convinse a tener duro, a denunziare, a pretendere il rispetto della verità. Tu gli metti una mano e io gliene metto altre cento, disse Bernardo a sua figlia Franca. Atto d’amore, più che di coraggio. Era povero, Bernardo, più povero dei padri di alcune squinzie di Arcore, quelli che s’informano se le loro figlie sono state prescelte per il letto del drago. Ma forse era solo un’altra Italia.

Claudio Fava

Piccolo sfogo sul caso Ruby.   6 comments

Sono veramente angosciato per il nostro paese. Per come la maggioranza delle persone abbia ormai i sensi obnubilati.
Non sono bastate Noemi Letizia, la D’addario e oggi Ruby a far comprendere quanto squallido sia il nostro premier.

Io sono una persona liberista e di ampie vedute. Non mi scandalizzavo ieri per il caso Marrazzo (semmai mi concentro di più sulla morte sugli omicidi irrisolti collegati a questo caso) e però mi disgusta immaginare un vecchio di 74 anni, circondato dai suoi fidi lacché e da un gruppo di prostitute professioniste seminude pronte a farsi palpare.

In casa propria ognuno fa quello che gli pare? Può essere, ma è chiaro che lì ci giravano prostitute (quelle in strada sono invece duramente colpite da questo governo e dalla Carfagna), forse droga e volavano gli scambi e forse, i ricatti. Senza contare che, qualora non ci fossero reati, un manipolo di papponi e puttanieri non dovrebbe avere il dovere di farmi la morale, appoggiato per altro da una Chiesa cattolica che dimostra, con il suo appoggio a B., di essere sporca e squalificante quanto se non peggio di lui.

Se l’uomo, inteso come maschio ci fa una pessima figura, non meglio va a queste donne perdute. Passi per la questione della prostituzione. Uno del proprio corpo può fare quel che gli pare, ma qui volavano cariche pubbliche a gogo (è curioso notare come spesso queste donne, una volta nelle istituzioni, con i loro capelli raccolti e l’aspetto castigato, sembrino ancor più degne del ruolo di segretarie nel peggior film di Tinto Brass. Come il passato resti incollato loro nonostante il restyling).

In tutto ciò, difendere la privacy di B. è mettersi sul suo stesso livello culturale. Contestare l’evidenza è dimostrare la propria totale cecità. Vedere come i sondaggi continuino a mostrare B sempre in vantaggio significa, mi ripeto, che la maggior parte del nostro paese è perduta. 

Mai come oggi, ho sentito l'istinto fortissimo di andarmene via da questo paese.

Pubblicato gennaio 19, 2011 da samuelesiani in marylin del mondo, povera patria

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