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E' tutto finito? – Canadian's genocide III   3 comments

Il documentario Unrepentant di cui ho parlato nei precedenti post testimonia non solo l’orrore di violenze ed esperimenti compiuti su bambini nelle scuole religiose canadesi, ma svela anche il sistema di protezioni che si attiva nel momento in cui si è scoperchiato il vaso di pandora (e ciò che si racconta qui, è assolutamente simile al racconto di Regina Louf, perfettamente descritto nel suo libro autobiografico).
 

Una marea di fango si è sollevato contro di noi, dice Kevin Annett.

Ma perché quella continua violenza? Del resto, si trattava di cose del passato…

Ecco, c’è un passaggio estremamente importante nel documentario Unrepentant, ed è la risposta a questa domanda (da 70′- 05”).

Se diventi troppo grosso, gli anticorpi ti attaccano […] e questo è accaduto. Era chiaro che dal tribunale, molti crimini di cui non si era ancora sentito parlare, finalmente trovarono spazio. Delle persone raccontavano per la prima volta di sterilizzazioni, esperimenti medici sui bambini negli ospedali e nelle scuole della costa ovest. […]  Dopo aver testimoniato, i sopravissuti furono minacciati. […] E il fuoco cominciò a divampare perché le cose discusse in tribunale non riguardavano solo il passato. Si trattava di gruppi di pedofili ancora attivi grazie all’aiuto  di politici nativi e avvocati del clero. Crimini del presente iniziati nel passato, ma trascinatisi fino ad oggi nel mondo dei nativi… Finalmente mi apparve tutto chiaro. Compresi che tenevamo una vera e propria tigre per la coda. Non erano cose avvenute anni fa. Se fosse stato così, perché mai continuerebbero a perseguitarci? E’ acqua passata ormai, hanno zittito i testimoni, pagato la gente con i patteggiamenti…

E allora perché continuano?

Loro continuano con le molestie perché sono crimini attuali, si tratta di come ai giorni nostri i nativi siano sfruttati, i bambini indiani sono ancora usati, le loro terre vengono ancora rubate dalle multinazionali e i politici nativi sono importanti in questa faccenda, per questo non vogliono che la verità sulle scuole residenziali venga a galla, perché essi stessi sono implicati nei crimini. Da bambini erano i "caporali", quelli che collaboravano nell’abuso e nel controllo dei loro compagni studenti. Non vogliono che venga alla luce e questo ho iniziato a capirlo dopo la causa.

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Kevin Annett – Canadian's genocide II   5 comments

Kevin Annett è l’uomo che ha fatto scoppiare il caso del genocidio di nativi d’America all’interno delle scuole residenziali religiose, in Canada, di cui parlavo nel post di ieri.
La sua vita è strettamente legata con le vittime che non ha mai abbandonato, neppure quando è stato licenziato dalla chiesa di cui era pastore per le denunce effettuate.
Il documentario Unrepentant racconta in parallelo le vicende di molti sopravissuti e le molte violenze  psicologice e pressioni subite dall’ex pastore Annett da parte dello Stato e della Chiesa nel tentativo di screditarlo e di far cessare il suo impegno di non tacere quanto aveva scoperto.

In queste settimane Kevin Annett è in Italia con due sopravissuti.

Domani sarà a Roma alla Sala delle Colonne. L’incontro è ad invito. E’ necessario accreditarsi via mail a radicali.camera@gmail.com entro oggi.

L’8 ci sarà una audizione alla Camera dei Deputati.

Pubblicato aprile 6, 2010 da samuelesiani in Senza categoria

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Canadian's genocide   3 comments

Non era il solo, Malvino, ad aver trascurato quella scioccante notizia del genocidio canadese. Io l’avevo riportata sul mio blog contenitore, e poi l’avevo abbandonata lì.
Non gli avevo neppure scritto per chiedergli di approfondire la cosa, come talvolta, su altro, ho fatto.

Quindi siamo almeno in due: senso di colpa, vergogna.

Oppure – forse una giustificazione, forse no – ci sono cose talmente feroci che richiedono una lenta elaborazione. Talmente grosse da apparire subito indigeribili. [Per me, una sensazione analoga l’ha creata la storia di Regina Louf, vittima-testimone di un circuito di pedofili. Ci ho messo anni a tradurne il testo, oggi in attesa che se ne possa fare una stampa in lingua italiana. E tempo, per scriverne sul mio blog.]

Ma tornando al caso canadese, mi affido alle parole di Luigi:

Parliamo di 50.000 bambini morti nelle scuole residenziali cattoliche del Canada tra il 1922 e il 1994, parliamo di torture e abusi sessuali, di una incredibile sequenza di crudeltà durata per tre quarti di secolo, con la complicità del governo canadese. Scariche elettriche alla testa, agli arti e ai genitali, aghi infilati in mani, guance, lingue, orecchie e genitali, docce gelate, somministrazione di cibi avariati, percosse, stupri, incredibili violenze fisiche e psicologiche, e tutto ai danni di bambini anche di soli 5 anni, con una sola colpa: essere indiani nativi, refrattari al cristianesimo.
Un orrore senza fine, l’ennesimo di quelli consumati dalla più schifosa razza che mai abbia abitato la terra, quella dei preti cattolici. Un altro capitolo di violenza ai danni di minori che tornano a galla dall’inabissamento in capsule di omertosa complicità.

Il documentario potete trovarlo su Malvino o qui.