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Il caso Spotlight   1 comment

20155c3115c56f34cd0-d2f7-43fa-abd6-806224aba71bIl caso Spotlight, film di  Thomas McCarthy in queste settimane nelle sale italiane, racconta la storia vera di un gruppo di giornalisti d’inchiesta del Boston Globe che per primi, su spinta del coraggioso direttore dell’epoca, Martin Baron, dai primissimi anni Duemila scoperchiarono uno dei più grandi scandali mondiali, quello degli abusi dei preti cattolici perpetrati su bambini, costantemente coperti dalle gerarchie e che per questa indagine vinsero il Pulizer nel 2003. Su questo tema e su come la storia avvenne veramente consiglio la lettura di questo articolo de Il Post.

Tutto ciò che poi avvenne, anche in Italia, arrivando a sfiorare perfino il pontefice Ratzinger, che molto probabilmente coprì casi a lui noti, è per merito di questo gruppo di una decina di giornalisti, persone che non hanno piegato il capo neppure quando la storia ha preso una piega che avrebbe fatto tremare i polsi ai più.

E’ tuttavia inevitabile che questo scandalo sia stato scoperchiato nella più solida delle democrazie occidentali, gli Stati Uniti d’America, in grado – come veniamo a conoscenza in questi giorni – di commettere, come Governo, illeciti pesantissimi verso i propri alleati, ma che ha comunque tutti gli anticorpi interni per denunciare se stessa.

Non so se in Italia avremo mai un tale giornalismo. Quel poco che c’era fino a qualche anno fa sta ormai sparendo: le inchieste di Rainws24 sono praticamente introvabili sul sito, mentre Report sembra ormai sempre più l’organo stampa del M5S, insieme al FQ.

Di fatto resta che almeno qualcuno nel mondo che lotta contro l’omertà c’è e ben venga se, dal coraggio di pochi, com’è stato per questo caso, esplode un bubbone che coinvolge un problema che aveva e ha carattere mondiale e che neppure papa Francesco pare interessato a risolvere drasticamente.

Perché il Pd vuole garantire i privilegi al Vaticano?   13 comments

Ho scritto una lettera al segretario del Partito Democratico, Bersani. Questo il testo:

 

Gentile segretario Bersani,

sono un tesserato Pd da due anni. Ho seguito con passione le primarie del partito, partecipandovi attivamente, e oggi guardo al Pd come ad un possibile partito progressista e liberalista in Italia. L'unico possibiile.

 

Oggi ho seguito con interesse la conferenza stampa relativa alle proposte del Pd per la manovra finanziaria. Purtroppo, sono sinceramente rimasto deluso ed imbarazzato quando, al seguito della prima domanda di un giornalista sulla posizione del partito in relazione ai privilegi del Vaticano, lei abbia spostato il piano del discorso invitando a fare un giro tra le Caritas in Italia.

 

Le Caritas, come molte altre associazioni anche laiche o di altre confessioni religiose che lei evidentemente dimentica, svolgono un ruolo fondamentale nella società e lo fanno spesso per merito di centinaia di volontari. Religiosi come laici. Credenti cattolici, come non credenti o credenti in altre confessioni.

 

Ma qui, segretario, non si parla di togliere alla Caritas – più o meno la stessa difesa che si leggeva su Avvenire –  ma dire una parola chiara sugli scandalosi privilegi di cui gode il Vaticano, tra cui quello dell'ICI per immobili non di culto (e da tempo, anche in sede europea, si parla di concorrenza sleale), gli insegnanti di religione scelti dalle Diocesi e pagati dallo stato, i soldi alle scuole private cattoliche, la questione depurazione e servizio acqua con il Vaticano, e, non ultimo, la vergognosa ripartizione dell'8 per mille!

 

Il fatto dunque che lei abbia citato la Caritas, segretario Bersani, mi porta a pensare che sia in malafede o cieco, e che la posizione Pd, per motivi che io non davvero non riesco a comprendere, sia quella, anche di fronte alla peggiore crisi sociale ed economica dalla Seconda Guerra Mondiale, di perseverare nel garantire al Vaticano privilegi di cui nessun altro oggi gode.

 

Questa posizione mi fa rabbia e la trovo incomprensibile.

Se questa è la linea del partito, ha perso non solo un tesserato – che è inezia, comprendo – ma una vera opportunità di fare GIUSTIZIA in un sistema marcio di privilegi, caste, parassiti, che sta sempre più dissanguando il nostro già esangue Paese.

Pubblicato agosto 23, 2011 da samuelesiani in povera patria

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Lobby cristiana VS Lobby gay 100 – 0   13 comments


Bentrovato a chi si trova a passare di qui o ai pochi lettori amici abituali.

Ci sono sicuramente molte cose importanti di cui vorrei scrivere, dalla mia vacanza in Kenya e dell’esperienza di una mattinata in un orfanotrofio, alla Libia e di come tutti dall’Italia all’Onu, dagli Stati Uniti all’UE, stiano voltando ipocritamente le spalle al dittatore Gheddafi dopo averlo appoggiato per 30 anni se non addirittura avergli baciato l’anello, alle primarie a Torino…

E però sono argomenti da trattare con un po’ di testa e tranquillità e allora scriverò semplicemente di un particolare che mi è balzato agli occhi e che svela come – se ce ne fosse ancora bisogno – mentre non esiste una lobby gay e chi ne parla è in malafede, esiste invece – ed è spaventosamente attiva – una vera lobby cristiana che va dagli affari di CL e dell’Opus dei in modo meno visibile, alle infiltrazioni in Parlamento, al tentativo di gestire l’informazione e l’opinione pubblica con ottime capacità tecniche e di marketing.

Vengo all’esempio concreto: da anni, il mio canale di riferimento per l’informazione  è rainews24 e il suo sito web. Le notizie sono sempre trattare in modo intelligente e non fazioso. Per quel che posso intendere, Rainews è un network di nicchia, apprezzato molto da persone progressiste e democratiche, perlomeno lo si intende pragmaticamente dai voti alle notizie, che certo non svelano le idee della totalità dei lettori, ma è comunque un piccolo dato. Questi voti sono in genere pochi, da un paio a qualche decina per notizia, salvo che non sia qualche argomento molto caldo di politica. E tuttavia svelano un orientamento dei lettori spostato nell’area del centro – sinistra. Questo sempre. Tranne in alcuni casi, due negli ultimi dodici mesi:

Il primo, quando B ha parlato al Meeting di Rimini di CL dove la notizia era stata votata col massimo dei voti da centinaia di persone.

Il secondo è più recente e potete verificarlo voi stessi qui: al momento in cui scrivo ben, quasi duecento persone – dunque ben sopra la media di chi vota solitamente – sono d’accordo (il voto medio è 3.12/5) con B che, parlando ai cristiani riformati, nega i diritti ai gay e sputa contro la scuola pubblica.

Passi la questione sui gay, sulla quale anche molti sinistri italiani si trovano in linea con i destri,  ma il tema scuola pubblica è molto più sentito e certo è un voto sfalsato quello che si legge su rainews24.

E quindi, molto semplice: i gruppi cristiani si muovono agilmente non solo nel mondo reale (dall’epoca della Sindone, sui pali del semaforo o della luce di Torino, molto in alto, sono stati attaccati migliaia di cartelli “Gesù sta arrivando“) ma anche su internet, facendo lobby e dando un’impressione sfalsata sui temi eticamente sensibili, dell’opinione pubblica.

Dunque, come nel titolo la lobby cristiana vince 100 a 0 quella gay…

Pubblicato febbraio 27, 2011 da samuelesiani in povera patria

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Ecco dove vanno i soldi dell'8 per mille destinati allo Stato   59 comments


Come primissima cosa, buon anno a chi passa di qui, nella speranza che sia iniziato nei migliore dei modi.

Un po' di giorni fa, nell'incipit di uno dei soliti interessanti post, Fabristol scriveva a proposito di una legge sul fine vita che, nelle speranze delle merde vaticane, riavvicinerebbe PdL e UdC:

A Gesù bambino quest'anno Berlusconi regalerà oltre all'oro (tanto, tantissimo), incenso e mirra pure una legge sul fine vita che piacerà tanto alla Chiesa.

Ecco, io mi sono soffermato invece su quell'oro (tanto, tantissimo).

Ho spulciato le voci nel dettaglio di come lo Stato devolve i denari dei contribuenti che l'hanno scelto. Stiamo parlando specificatamente dei soldi di quelle persone che con la manina hanno  messo la X per l'8 per mille su Stato e non di quella parte che la Chiesa si frega fra chi non mette preferenze.

Bene (o sarebbe meglio dire male): dal documento ufficiale che vi linko qui e che vi invito a verificare con me, si evince che su oltre 144 milioni di euro, ben 65 milioni di euro vanno a vario titolo a beni della Chiesa Cattolica. Il 45%, in un calcolo in cui mi sono tenuto molto per difetto.

Come e dove? Il fine è quello di restauri di Chiese o beni della Chiesa e sono indirizzati direttamente ad Arcidiocesi (oltre 1 milione e mezzo di euro), Parrocchie (28 milioni di euro), Diocesi, Curie, Confraternite, Monasteri, Ordini vari, Basiliche, ma non solo.

Molti soldi sono dati a Comuni, ma per il recupero o il restauro di chiese (è il caso di Rivoli, cittadina alle porte di Torino, che riceve 367 mila euro per la locale chiesa di Santa Croce).

A L'Aquila non avranno le case, ma ancora un paio di 8 per mille allo Stato, e presto avranno le chiese.

Il Ministero dell'Interno – Fondo edifici di culto (come se ancora ce ne fosse bisogno) sgancia 3.5 milioni di euro, ma solo per edifici della chiesa cattolica. Non un euro per il restauro di sinagoghe, chiese evangeliche, moschee, etc.

Se gli Archivi di Stato cittadini ricevono briciole (Asti – 18 mila euro; Rieti – 28 mila euro; L'Aquila – 140 mila euro), esistono evidentemente enti che sono più meritevoli, come la Provincia minoritica di Cristo Re dei frati minori dell'Emilia (260 mila euro), la Provincia romana dei Frati Cappuccini (388 mila euro) o il Pontificio Collegio Germanico Ungherese (367 mila euro). E molti, molti altri, purché targati Vatican city.

Quanto resta, lo Stato lo utilizza per lo più per mettere in sicurezza paesi e cittadine a rischio idrogeologico. Mi pare dunque di intendere che il restauro di beni artistici e architettonici valga solo per quei beni di proprietà della chiesa cattolica perché, potrei sbagliarmi, ma non  mi sembra di aver letto un solo euro per Pompei, né per i siti di Cividale in Friuli (unici esempi di arte longobarda in Italia).

Un paese ricco di storia e di arte della Magna Grecia, etrusca e romana, longobarda, medioevale (castelli, fortezze, abitazioni sparse in tutto il territorio), di straordinari esempi di architettura civile rinascimentale, barocca per non parlare dei palazzi dei nobili settecenteschi (Torino ne è strapiena!) e l'arte dell'Ottocento e perfino il Novecento con il bruttissimo, ma comunque storico, razionalismo fascista… ecco un paese che è tutto un tripudio di bellezze, senza dimenticare i parchi naturali, dà al FAI, per capire bene le proporzioni e di che merde stiamo parlando, solo 259 mila euro.

A voi le conclusioni. Io arrivato qui, ho già il sangue marcio.

Se volete, diffondete.