Archivio per l'etichetta ‘violenze sui bambini

La testimonianza di Regina Louf – parte V   8 comments

Mi chiedevo prima, perché ci si è tanto preoccupati di schierarsi pro o contro Regina e non si è piuttosto cercato di verificare quanto da lei detto? Perché delle tante perquisizioni che potevano e dovevano essere fatte, ne sono state fatte solo alcune a casa della stessa Regina per verificare che non avesse ottenuto informazioni sui vecchi casi di cui parlava da – che so? – giornali dell’epoca o altro? Perché?
Perché l’onesto giudice Connerotte è stato tolto dall’indagine solo per essersi trovato nella sala in cui si festeggiava con una spaghettata il recupero delle due bambine dalla cella di Dutroux? Del resto, il giudice non aveva neanche avvicinato le due bambine, né parlato con la famiglia pur presente alla spaghettata. La sua oggettività era stata rispettata (per altro, non possiamo dimenticare che Dutroux è colpevole, mentre le due bambine le vittime!).
Perché a casa di Dutroux è stato mandato una prima volta un graduato della polizia totalmente incompetente come Rene Michaux che non si è neppure accorto che Dutroux teneva segregate in cantina due bambine, Julie e Melissa (che moriranno di fame e di sete, durante il primo arresto di Dutroux!), nonostante in cantina ci fossero oggetti che dovevano far necessariamente pensare ad abusi sessuali?
Perché le telecamere che tenevano sotto controllo la casa di Dutroux non hanno funzionato quando questi portava a casa delle bambine rapite? Domanda che potrebbe funzionare bene anche per tanti casi di misteri italiani (ad esempio anche nel caso di Emanuela Orlandi: neanche lì le telecamere del Senato che avrebbero potuto aiutare a capire che fine aveva fatto, avevano funzionato).
Perché non si è voluto vedere che Dutroux, Nihoul, il Tony di Regina erano tutti in qualche modo collegati fra loro, anche direttamente o tramite affari?
Perché nessuno risponde da oltre dieci anni a queste domande? Perché il dossier di Regina come lei stessa sostiene in una intervista del 2002, gira di Procura in Procura e non si riaprono le indagini collegate alla sua testimonianza???
Annunci

La testimonianza di Regina Louf – parte II   2 comments

Regina Louf è nata nel 1969 e quindi ha solo pochi anni più di me. È vissuta nella parte fiamminga del Belgio e la sua lingua è il dutch (l’olandese). Questo particolare ha comportato un iniziale problema con il giudice che, per primo, ne ha raccolto la testimonianza (il giudice Connerotte) perché non conosceva che il francese. A far da traduttore e tramite è stato il poliziotto De Baets che diviene poi il capo dell’equipe che dalla seconda metà degli anni ’90 si occupa delle audizioni di X1 (il nome con cui, inizialmente, si è voluta coprire l’identità di Regina).
De Baets è stato successivamente allontanato dal caso e buttato fuori dalla polizia durante questa indagine con accuse che poi risulteranno infondate… per poi essere richiamato, con tanto di scuse ufficiali, nel 2002. Anche il giudice Connerotte è sollevato dall’indagine collegata a Dutroux (è necessario ribadire con forza già da subito che Dutroux non è il predatore solitario, come viene talvolta definito da certa stampa, ma un piccolo tassello di un mosaico, raccontato da Laetitia, una delle ragazze tratte in salvo dalla polizia dalla sua cantina).
 
Per ora, però, vorrei limitarmi alla testimonianza di Regina e non all’affare Dutroux e al processo che ne è seguito. Contemporaneamente alle deposizioni di Regina ed indipendentemente e inconsapevolmente da queste, altre ex-vittime (note come X2, X3, etc.), hanno cominciato a testimoniare, portando agli occhi degli inquirenti una realtà inquietante, realtà che spesso poteva trovare riscontro incrociando i dati delle varie testimonianze (su questi argomenti è disponibile, anche se molto caro, un testo che raccoglie un’inchiesta di alcuni coraggiosi giornalisti belgi Anne-Mie Bulté, Douglas De Conink, Marie-Jeanne Van Heeswyck, che ha per titolo «Les dossiers X. Ce que la Belgique ne devait pas savoir sur l’affaire Dutroux», Editions EPO, Bruxelles, 1999, ad oggi introvabile, ma vedrò di procurarmene una copia e di tradurre anche questo).

laetitia delhez

sabine dardenne

Ma che cosa aveva dato il via a queste testimonianze? Per Regina è stato l’arresto di Marc Dutroux e soprattutto la conseguente liberazione di due ragazzine rapite (Sabine e Laetitia, qui nelle foto). Questo fatto ha dato la stura, forse, anche a molte altre ex-vittime che devono aver sperato che qualcosa potesse cambiare e ha portato loro a raccontare la propria storia. Ufficialmente però, all’interno dell’indagine, solo la testimonianza di Regina ha avuto un seguito, tra l’altro molto drammatico perché ha quasi visto la donna trasformarsi, anche grazie ai media, da testimone-vittima in quasi indagata. Regina, che a quel punto temeva per la sua vita, si è trovata costretta ad uscire dall’anonimato, anche a causa della pubblicazione scorretta e corrotta di brani delle sue audizioni che hanno gettato ombre su di lei e sugli investigatori. L’opinione pubblica belga si è così divisa fra chi le credeva e chi no – a parole, a sensazione – ma non è parsa realmente interessata a che la sua testimonianza trovasse oggettivi riscontri, prima di giudicare. Verificare prima di giudicare.